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Così Era la Vita Dentro un Convento di Clarisse in Umbria nel 1300 | Ricostruzione con IA

Ricostruendo il Passato · 2,650 words · 13 min read

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0:00Nel cuore dell'Umbria del Trecento, in

0:02una regione di colline argentate d'ulivi

0:05e di città arroccate attorno a campanili

0:08di pietra bianca e rosa, esiste un mondo

0:10che ha scelto di scomparire agli occhi

0:12del secolo per rendersi visibile solo a

0:15Dio. Dietro mura alte come torri sotto

0:18la protezione di un vescovo e

0:20nell'orbita di una città cintata. Un

0:23tipico convento di Claris ospita

0:25talvolta 20, talvolta 40, talvolta anche

0:2870 sorelle che hanno pronunciato una

0:31promessa perpetua di clausura. La loro

0:34storia all'inizio del X secolo è già

0:37antica. Risale a quasi 100 anni prima

0:41quando una giovane nobile di Assisi,

0:43Chiara di Offreduccio, aveva scelto la

0:45povertà radicale come forma di vita.

0:48Questa ricostruzione dell'Umbria

0:50conventuale del Tre è stata creata con

0:52intelligenza artificiale a partire da

0:54studi e registri storici del periodo. Se

0:58ti appassiona la storia dei luoghi e dei

1:00mondi perduti, lascia un mi piace al

1:02video e iscriviti al canale ricostruendo

1:04il passato. Ogni settimana un nuovo

1:07viaggio nel tempo ricostruito grazie

1:09all'intelligenza artificiale. L'ordine

1:12delle sorelle povere di Santa Chiara, le

1:14Claris, come le chiamerà la tradizione

1:17dopo la morte della fondatrice, nasce ad

1:19Assisi nell'anno 1212.

1:23In quel tempo Chiara di Offreduccio,

1:26appartenente a una delle famiglie nobili

1:28della città, [musica]

1:29abbandona la casa paterna per unirsi al

1:31movimento di penitenza avviato da

1:33Francesco d'Assisi. Il piccolo santuario

1:35di San Damiano, ai piedi del Colle di

1:38Assisi, [musica] diventa il primo nucleo

1:40della comunità femminile. Da qui, nel

1:43corso dei decenni, l'esperienza si

1:44irradia in tutta l'Italia centrale e ben

1:47oltre le Alpi e per lungo tempo le

1:49sorelle vengono chiamate semplicemente

1:51povere dame di San Damiano o damianite.

1:54[musica]

1:55Il tratto distintivo di questa forma di

1:57vita è la povertà assoluta, non soltanto

2:00personale, ma anche collettiva. [musica]

2:03Le sorelle rinunciano a possedere beni

2:05pure come comunità. Nel 1228, in

2:09occasione della sua visita ad Assisi per

2:11la canonizzazione di Francesco, Papa

2:14Gregorio Io concede a Chiara il

2:16cosiddetto privilegium paupertatis, il

2:19privilegio della povertà. È un documento

2:22senza precedenti nella storia della

2:23Chiesa. La conferma solenne che il

2:26monastero di San Damiano non potrà mai

2:29essere costretto ad accettare proprietà.

2:32Fino a quel momento nessuna comunità

2:34religiosa aveva mai chiesto e ottenuto

2:38il [musica] diritto di non possedere

2:40nulla. Ancora sul finire della sua vita.

2:43[musica] Il 9 agosto 1253

2:46Chiara vede approvata da Papa Innocenzo

2:49I la propria regola, la forma di vita

2:52dell'ordine delle sorelle povere.

2:54[musica]

2:54È la prima regola monastica composta da

2:56una donna a essere sanzionata dalla sede

2:59apostolica.

3:01Due giorni più tardi, l'11 agosto, la

3:04fondatrice si spegne serenamente nel

3:06monastero di San Damiano. A 100 anni

3:08dalla nascita dell'ordine e a mezzo

3:10secolo dalla scomparsa della fondatrice,

3:13il paesaggio clariano dell'Umbria si è

3:15ormai consolidato. [musica] I monasteri

3:18punteggiano la regione a Perugia, il

3:20grande convento di Santa Maria di

3:22Monteluce, fondato già nel 1218,

3:26grazie alla donazione del nobile

3:28perugino Glotto di Monaldo. [musica]

3:30D'Assis, il protomonastero costruito

3:33accanto alla nuova basilica dedicata

3:35alla fondatrice, dove la comunità si è

3:38trasferita da San Damiano tra il 1255

3:42e il 1260,

3:44portando con sé il celebre crocifisso

3:47ligneo che aveva parlato a Francesco a

3:50Foligno, dove già a partire dalla metà

3:53del secolo precedente esistevano almeno

3:56tre monasteri clariani, [musica] cifra

3:58raggardevole per una città di poche

4:00migliaia di abitanti e ancora

4:03insediamenti a Todi, a Spoleto, a

4:05Perugia e in molte delle piccole città

4:07vescovili della regione Umbra. Non tutti

4:10questi monasteri seguono però la stessa

4:13regola. [musica] Nel 1263,

4:1610 anni dopo la morte di Chiara, Papa

4:18Urbano V promulga una nuova regola con

4:21l'intento di uniformare la pluriforme

4:23realtà monastica sviluppatasi in Europa.

4:27La regola urbaniana attenua il vincolo

4:29assoluto della povertà, [musica]

4:31consentendo alle comunità di possedere

4:33beni in comune. L'ordine si divide così

4:36in due grandi famiglie, le damianite

4:38fedeli alla regola del 1253

4:41[musica] e le urbaniste che accolgono la

4:44nuova disciplina. Nel Trecento umbro

4:46convivono entrambe le osservanze, spesso

4:49a poche miglia di distanza l'una

4:50dall'altra. E sarà proprio da questa

4:53tensione fra rigore originario e

4:55adattamento pratico che nei secoli

4:57successivi prenderanno vita i grandi

4:59tentativi di riforma dell'ordine. Un

5:02tipico convento clariano dell'Umbria del

5:04X secolo sorge ai margini di una città

5:07vescovile o entro le sue mura, protetto

5:11da un recinto alto abbastanza da rendere

5:13impossibile ogni sguardo dall'esterno.

5:16L'edificio si organizza attorno a un

5:18chiostro quadrangolare, cuore silenzioso

5:20della clausura. Sui quattro lati del

5:23chiostro si aprono la chiesa, il

5:25refettorio, la sala del capitolo in cui

5:28la comunità si riunisce per le decisioni

5:30importanti e il dormitorio comune. Al

5:33piano terra si trovano anche la cucina,

5:35[musica] la dispensa e la lavanderia.

5:38Nei sotterranei cantine e magazzini per

5:40il grano, il [musica] vino e l'olio.

5:43All'esterno del chiostro, ma entro il

5:45recinto, si estendono l'orto coltivato

5:48dalle sorelle stesse [musica] e talvolta

5:50un piccolo cimitero riservato alle

5:52religiose.

5:54La chiesa è divisa nettamente in due

5:56parti. Una navata pubblica aperta ai

5:59fedeli della città dove si celebra la

6:01messa e si predica, e dietro una parete

6:05o un ampio velo, il coro delle monache

6:08protetto da una grata di ferro fitta

6:10abbastanza da impedire ogni contatto

6:12visivo. La grata è il simbolo

6:15architettonico della clausura, quello

6:17che chiude e insieme collega. Le sorelle

6:20di coro assistono alla liturgia dalla

6:23loro parte. Cantano i salmi, ascoltano

6:25l'omelia, ricevono la comunione

6:27attraverso una piccola apertura

6:29riservata, senza mai essere viste

6:31dall'assemblea dei fedeli. La giornata

6:34di una comunità clariana è scandita

6:37dall'ufficio divino. La liturgia delle

6:39ore, [musica] ancora nel buio della

6:41notte. Tra le 2:00 e le 3:00 del

6:43mattino, a seconda della stagione, il

6:46suono di una campanella [musica]

6:47richiama le sorelle al coro per il

6:49mattutino, la più lunga delle ore

6:51canoniche, composta da tre notturni

6:54[musica] e da un numero elevato di

6:56salmi. Segue all'aurora l'ora di lodi.

7:00Poi, distribuite lungo il giorno, si

7:03susseguono le ore minori: Prima a levare

7:06del sole, terza verso le 9 del mattino,

7:09sesta a mezzogiorno, nona verso le 3:00

7:12del pomeriggio. Al calare del sole si

7:14canta Vespri, la seconda grande ora del

7:17giorno. E infine, prima del riposo

7:20notturno, compieta.

7:23Tra un'ora canonica e l'altra si

7:24dispongono la lettura silenziosa della

7:26Sacra Scrittura, [musica] la

7:28meditazione, il capitolo delle colpe, il

7:31pasto e il lavoro manuale. Dopo l'ora di

7:34terza, chi sa filare fila, chi sa cucire

7:37cuce, chi sa scrivere copia. La regola

7:40di Chiara insegna esplicitamente che le

7:43sorelle a cui Dio ha dato la grazia di

7:45lavorare devono applicarsi, dopo terza a

7:48un'attività onesta e di comune utilità.

7:52Nei monasteri più grandi si produce lino

7:54filato per gli altari, si ricamano

7:57paramenti sacri, si tessono panni per le

7:59necessità della comunità e per le

8:01famiglie della città che ne fanno

8:03richiesta. In alcuni conventi, benché

8:05più raramente di quanto avvenga tra i

8:07frati, esiste anche un piccolo

8:09scriptorium in cui si trascrivono

8:12breviari, salteri, [musica]

8:13regole e libri di devozione destinati

8:16alla comunità stessa o a monasteri con

8:19sorelli. Il silenzio è la condizione

8:22ordinaria della vita conventuale.

8:25Dalla fine di Compieta la sera fino a

8:27terza del giorno seguente nessuna

8:30sorella pronuncia parola se non per

8:32necessità liturgica o per stretta

8:33obbedienza. [musica]

8:34Anche durante il giorno chiesa,

8:37dormitorio e refettorio sono luoghi di

8:39silenzio pressoché totale. Ci si esprime

8:42spesso a segni con una gestualità sobria

8:45trasmessa da una generazione all'altra.

8:48Un movimento della mano per chiedere il

8:50pane, un altro per indicare l'acqua, un

8:53altro ancora per invocare la benedizione

8:55della badessa. L'alimentazione riflette

8:58la scelta radicale della povertà. La

9:00regola di Chiara stabilisce che, tranne

9:02per le sorelle inferme o troppo giovani,

9:05tutte devono astenersi dai cibi grassi,

9:08digiunando ogni giorno dell'anno, salvo

9:10la domenica e il giorno di Natale, in

9:12cui è consentito nutrirsi due volte.

9:15L'astinenza dalle carni è pressoché

9:17totale. Il [musica] pesce, le uova e i

9:20latticini restano ammessi in alcune

9:22circostanze, ma la mensa quotidiana si

9:25compone soprattutto di pane nero d'orzo

9:27o di segale, minestre di legumi, verdure

9:30dell'orto, cavoli, [musica]

9:32rape, bietole, cicorie, fave, ceci e

9:36olio d'oliva umbro nelle giornate non di

9:39digiuno stretto. Per bere acqua o più

9:44raramente un vino leggero

9:46abbondantemente allungato. Nel

9:48refettorio le sorelle prendono i pasti

9:50in silenzio, sedute lungo tavole nude

9:53appoggiate alle pareti, ascoltando una

9:56lettura ad alta voce fatta da una di

9:58loro da un piccolo pulpito posto sul

10:00lato più corto della sala. L'abito

10:03distingue Leclaris per la sua sobrietà.

10:06Nel X secolo il colore del saio varia da

10:09monastero a monastero e da ramo a ramo

10:12dell'ordine. [musica] Si va dal grigio

10:14chiaro al marrone scuro, passando per il

10:16nocciola. [musica] e talvolta per un

10:18Bruno Rossastro, a seconda dei pigmenti

10:21vegetali disponibili in loco. Ciò che

10:24accomuna tutte è la povertà della

10:26stoffa, lana grezza, non tinta o appena

10:29colorata con tinte locali.

10:32Sopra la tunica lunga fino ai piedi si

10:34porta una mantelletta dello stesso

10:36colore. Alla vita è annodato un semplice

10:39cordone bianco con tre o cinque nodi

10:41[musica] che ricorda i tre voti

10:43pronunciati oppure le cinque piaghe di

10:45Cristo. Il capo è coperto da un velo

10:49bianco per le novizie, nero per le

10:52sorelle che hanno emesso la professione

10:54perpetua.

10:55Sotto il velo un soggolo di lino bianco

10:58stretto attorno al viso lascia scoperti

11:00solo gli occhi, il naso [musica] e la

11:02bocca. I piedi calzano sandali di legno

11:05o di cuoio grezzo. In alcune case più

11:08rigorose si va a scalze anche d'inverno,

11:10secondo l'esempio della fondatrice.

11:13Diventare Clarissa non è un percorso

11:15rapido né automatico. [musica] Una

11:17giovane che desidera entrare, di solito

11:20appartenente a una famiglia della

11:21nobiltà cittadina o dell'aristocrazia

11:24rurale del contado, deve prima essere

11:27accolta come postulante e osservata per

11:30alcuni mesi. [musica] Se la comunità la

11:32ritiene adatta, riceve l'abito monastico

11:35in una cerimonia detta vestizione.

11:38Da quel momento comincia il noviziato

11:40che dura di norma un anno intero.

11:43Durante questo tempo la novizia impara

11:45la regola, il canto liturgico, il lavoro

11:48manuale, il silenzio e prende un nuovo

11:51nome. Se al termine del noviziato sia

11:54lei sia la comunità confermano la

11:56vocazione, pronuncia la professione

11:59perpetua dei voti di castità. povertà,

12:02obbedienza e clausura. In molti

12:04monasteri la famiglia della giovane

12:06offre al convento una dote in denaro o

12:09in beni immobili, un uso diffuso e

12:12attestato in tutta l'Italia comunale del

12:14Trecento, sebbene la regola da mianita

12:17più stretta cerchi in ogni modo di

12:19limitarne l'importanza per non tradire

12:21lo spirito della povertà.

12:24A capo di ogni monastero sta la Badessa,

12:27eletta dalle sorelle riunite in

12:29capitolo. La regola di Chiara descrive

12:31la badessa non come una signora, ma come

12:34la serva delle sue sorelle, colei che

12:36prima delle altre deve dare esempio di

12:39povertà, [musica] di preghiera e di

12:41lavoro. Le decisioni importanti,

12:44accettazione di una nuova sorella, spese

12:46straordinarie, riparazioni,

12:49corrispondenza con il vescovo, gestione

12:51dei beni, si prendono nel capitolo dove

12:54ciascuna sorella professa può prendere

12:56la parola. È una forma di governo

12:58comunitario che in un'epoca

13:00profondamente gerarchica riserva alle

13:02donne uno spazio di parola e di

13:04decisione altrove pressoché impossibile.

13:08Accanto alla Badessa operano alcune

13:10ufficiali: la vicaria che la sostituisce

13:13in assenza, la maestra delle novizie, la

13:16sacrestana, custode della Chiesa, la

13:19cellaria che sorveglia la dispensa,

13:21[musica] l'infermiera che assiste le

13:23sorelle malate. Il rapporto con il mondo

13:26esterno è mediato da poche strutture

13:29precise. Il parlatorio è la sala in cui

13:32le sorelle possono ricevere le visite

13:34dei parenti stretti, [musica] sempre

13:36attraverso una grata di ferro, alla

13:38presenza di un'altra suora e per un

13:40tempo limitato. La ruota, [musica]

13:43un semplice mobile girevole incassato

13:45nel muro, permette di ricevere le

13:48provviste e i piccoli oggetti necessari

13:50alla vita del convento, senza che

13:52nessuno debba entrare o uscire. Le

13:55sorelle esterne o converse si occupano

13:58dei rari contatti con la città, fanno la

14:01spesa al mercato, portano i lavori

14:03commissionati alle botteghe, ricevono le

14:06elemosine dei benefattori.

14:08All'interno del recinto invece la

14:11clausura resta assoluta. Nel trecento

14:14umbro i conventi clariani sono anche

14:16centri economici di primordine, in

14:18particolare quelli che seguono la regola

14:21urbaniana. [musica]

14:22Ricevono lasciti, censi, terre,

14:25possiedono orti, vigne, oliveti,

14:28[musica] mulini e talvolta piccoli

14:30fondaci in città. Molte famiglie

14:33assicurano al monastero una rendita

14:35annua in cambio di sepolture nella

14:37chiesa conventuale e di preghiere

14:39perpetue per i propri defunti. Le

14:41sorelle diventano così una potenza

14:44economica silenziosa, capace di influire

14:47attraverso prestiti, mediazioni

14:49familiari, alleanze parentali con le

14:52casate donatrici [musica] sulla vita

14:54civile delle città umbre.

14:56Non meno importante è il ruolo

14:58spirituale. L'Umbria del X secolo è una

15:03delle regioni più ferventi della

15:04cristianità europea. Attorno alla figura

15:07di Francesco e di Chiara si sviluppa una

15:09fioritura di mistica femminile che tocca

15:12vertici straordinari.

15:14A Foligno, [musica] negli stessi anni in

15:17cui la regola urbaniana si diffonde nei

15:19monasteri umbri, vive Angela da Foligno,

15:22terziaria francescana morta nel 1309,

15:26autrice del celebre Liber, uno dei testi

15:29centrali della mistica del 200 e del

15:31300.

15:32>> [musica]

15:32>> A Montefalco, nell'anno 1308

15:36muore in odore di santità chiara da

15:38Montefalco, badessa di un monastero che

15:41dal 1290

15:42ha adottato la regola di Sant'Agostino,

15:45figura di monaca contemplativa che, pur

15:48non appartenendo all'ordine di Santa

15:50Chiara d'Assisi, condivide con esso

15:52l'aria spirituale dell'Umbria del Tempo

15:55e la stessa scelta radicale di clausura.

15:58L'anno liturgico scandisce ulteriormente

16:01la vita interna dei conventi. L'avvento

16:04e la Quaresima portano digiuni ancor più

16:07severi. Il Natale, la Pasqua, la festa

16:10di Sant'Agnese di Assisi, sorella minore

16:13della fondatrice, il giorno della

16:15memoria di Chiara l'11 agosto e quello

16:18di Francesco [musica] il 4 ottobre. Sono

16:21momenti in cui la comunità si concede

16:23una liturgia più solenne, un pasto un

16:26poco più abbondante, l'ingresso nel coro

16:29delle sorelle inferme, [musica] la

16:30lettura ad alta voce di brani geografici

16:33scelti, la visita del vescovo diocesano

16:36che deve ispezionare periodicamente la

16:38clausura e verificare l'osservanza della

16:41regola è un altro evento che rompe la

16:43monotonia dell'anno. [musica] L'infanzia

16:46entra nel monastero soltanto in

16:47circostanze precise. Le costituzioni

16:50successive alla regola pongono limiti di

16:52età per l'ingresso, di norma non prima

16:55dei 12 o 15 anni per il postulato e il

16:58noviziato inizia solo dopo. Le fanciulle

17:01che vengono affidate al monastero per

17:03essere educate crescono in ambienti

17:05separati dalle sorelle professe e se non

17:08abbracceranno la vita religiosa

17:10torneranno in famiglia al momento del

17:12matrimonio, portando con sé una

17:14formazione fatta di lettura, canto,

17:16ricamo, preghiera e una notevole

17:19conoscenza del latino liturgico.

17:21[musica] Alla fine del X secolo i

17:24monasteri clariani dell'Umbria formano

17:26una rete densa e influente. Sono cellule

17:29di preghiera perpetua, [musica] di

17:31lavoro silenzioso, di memoria per i

17:34defunti delle famiglie donatrici. Sono

17:36anche archivi viventi della cultura del

17:39tempo. Nelle loro biblioteche si

17:41conservano copie della regola, gli

17:43scritti di Chiara e di Francesco,

17:46salteri miniati, breviari secondo l'uso

17:49francescano, raccolte di sermoni. Sono

17:52infine luoghi in cui donne di ogni

17:54condizione, nobili, borghesi, [musica]

17:57converse di origine popolare,

18:00condividono un'esistenza comune,

18:02regolata da un tempo che non è quello

18:04del mondo, ma quello della campana. La

18:08fragile potenza di questo mondo

18:10silenzioso non si vede dalle strade

18:12delle città umbre. La si intuisce forse

18:15quando al calare della sera una campana

18:17di bronzo scandisce dal campanile del

18:19monastero l'inizio di Compieta e per un

18:21istante tutta la vita cittadina rallenta

18:23a raccogliersi in ascolto. Dietro le

18:26mura alte, dietro le grate di ferro,

18:28decine di sorelle in coro cantano il

18:30salmo che chiude la giornata e affidano

18:33al silenzio della notte umbra la propria

18:35richiesta di misericordia. Così ogni

18:38sera per tutto il 300 si compie una

18:41giornata nella vita di un tipico

18:43convento di Claris dell'Umbria, fedele a

18:46una promessa di povertà nata 100 anni

18:49prima nel piccolo santuario di San

18:51Damiano e destinata ad attraversare

18:53silenziosa e potente ancora molti secoli

18:56della storia europea. Да.

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