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0:00Nel cuore dell'Umbria del Trecento, in
0:02una regione di colline argentate d'ulivi
0:05e di città arroccate attorno a campanili
0:08di pietra bianca e rosa, esiste un mondo
0:10che ha scelto di scomparire agli occhi
0:12del secolo per rendersi visibile solo a
0:15Dio. Dietro mura alte come torri sotto
0:18la protezione di un vescovo e
0:20nell'orbita di una città cintata. Un
0:23tipico convento di Claris ospita
0:25talvolta 20, talvolta 40, talvolta anche
0:2870 sorelle che hanno pronunciato una
0:31promessa perpetua di clausura. La loro
0:34storia all'inizio del X secolo è già
0:37antica. Risale a quasi 100 anni prima
0:41quando una giovane nobile di Assisi,
0:43Chiara di Offreduccio, aveva scelto la
0:45povertà radicale come forma di vita.
0:48Questa ricostruzione dell'Umbria
0:50conventuale del Tre è stata creata con
0:52intelligenza artificiale a partire da
0:54studi e registri storici del periodo. Se
0:58ti appassiona la storia dei luoghi e dei
1:00mondi perduti, lascia un mi piace al
1:02video e iscriviti al canale ricostruendo
1:04il passato. Ogni settimana un nuovo
1:07viaggio nel tempo ricostruito grazie
1:09all'intelligenza artificiale. L'ordine
1:12delle sorelle povere di Santa Chiara, le
1:14Claris, come le chiamerà la tradizione
1:17dopo la morte della fondatrice, nasce ad
1:19Assisi nell'anno 1212.
1:23In quel tempo Chiara di Offreduccio,
1:26appartenente a una delle famiglie nobili
1:28della città, [musica]
1:29abbandona la casa paterna per unirsi al
1:31movimento di penitenza avviato da
1:33Francesco d'Assisi. Il piccolo santuario
1:35di San Damiano, ai piedi del Colle di
1:38Assisi, [musica] diventa il primo nucleo
1:40della comunità femminile. Da qui, nel
1:43corso dei decenni, l'esperienza si
1:44irradia in tutta l'Italia centrale e ben
1:47oltre le Alpi e per lungo tempo le
1:49sorelle vengono chiamate semplicemente
1:51povere dame di San Damiano o damianite.
1:54[musica]
1:55Il tratto distintivo di questa forma di
1:57vita è la povertà assoluta, non soltanto
2:00personale, ma anche collettiva. [musica]
2:03Le sorelle rinunciano a possedere beni
2:05pure come comunità. Nel 1228, in
2:09occasione della sua visita ad Assisi per
2:11la canonizzazione di Francesco, Papa
2:14Gregorio Io concede a Chiara il
2:16cosiddetto privilegium paupertatis, il
2:19privilegio della povertà. È un documento
2:22senza precedenti nella storia della
2:23Chiesa. La conferma solenne che il
2:26monastero di San Damiano non potrà mai
2:29essere costretto ad accettare proprietà.
2:32Fino a quel momento nessuna comunità
2:34religiosa aveva mai chiesto e ottenuto
2:38il [musica] diritto di non possedere
2:40nulla. Ancora sul finire della sua vita.
2:43[musica] Il 9 agosto 1253
2:46Chiara vede approvata da Papa Innocenzo
2:49I la propria regola, la forma di vita
2:52dell'ordine delle sorelle povere.
2:54[musica]
2:54È la prima regola monastica composta da
2:56una donna a essere sanzionata dalla sede
2:59apostolica.
3:01Due giorni più tardi, l'11 agosto, la
3:04fondatrice si spegne serenamente nel
3:06monastero di San Damiano. A 100 anni
3:08dalla nascita dell'ordine e a mezzo
3:10secolo dalla scomparsa della fondatrice,
3:13il paesaggio clariano dell'Umbria si è
3:15ormai consolidato. [musica] I monasteri
3:18punteggiano la regione a Perugia, il
3:20grande convento di Santa Maria di
3:22Monteluce, fondato già nel 1218,
3:26grazie alla donazione del nobile
3:28perugino Glotto di Monaldo. [musica]
3:30D'Assis, il protomonastero costruito
3:33accanto alla nuova basilica dedicata
3:35alla fondatrice, dove la comunità si è
3:38trasferita da San Damiano tra il 1255
3:42e il 1260,
3:44portando con sé il celebre crocifisso
3:47ligneo che aveva parlato a Francesco a
3:50Foligno, dove già a partire dalla metà
3:53del secolo precedente esistevano almeno
3:56tre monasteri clariani, [musica] cifra
3:58raggardevole per una città di poche
4:00migliaia di abitanti e ancora
4:03insediamenti a Todi, a Spoleto, a
4:05Perugia e in molte delle piccole città
4:07vescovili della regione Umbra. Non tutti
4:10questi monasteri seguono però la stessa
4:13regola. [musica] Nel 1263,
4:1610 anni dopo la morte di Chiara, Papa
4:18Urbano V promulga una nuova regola con
4:21l'intento di uniformare la pluriforme
4:23realtà monastica sviluppatasi in Europa.
4:27La regola urbaniana attenua il vincolo
4:29assoluto della povertà, [musica]
4:31consentendo alle comunità di possedere
4:33beni in comune. L'ordine si divide così
4:36in due grandi famiglie, le damianite
4:38fedeli alla regola del 1253
4:41[musica] e le urbaniste che accolgono la
4:44nuova disciplina. Nel Trecento umbro
4:46convivono entrambe le osservanze, spesso
4:49a poche miglia di distanza l'una
4:50dall'altra. E sarà proprio da questa
4:53tensione fra rigore originario e
4:55adattamento pratico che nei secoli
4:57successivi prenderanno vita i grandi
4:59tentativi di riforma dell'ordine. Un
5:02tipico convento clariano dell'Umbria del
5:04X secolo sorge ai margini di una città
5:07vescovile o entro le sue mura, protetto
5:11da un recinto alto abbastanza da rendere
5:13impossibile ogni sguardo dall'esterno.
5:16L'edificio si organizza attorno a un
5:18chiostro quadrangolare, cuore silenzioso
5:20della clausura. Sui quattro lati del
5:23chiostro si aprono la chiesa, il
5:25refettorio, la sala del capitolo in cui
5:28la comunità si riunisce per le decisioni
5:30importanti e il dormitorio comune. Al
5:33piano terra si trovano anche la cucina,
5:35[musica] la dispensa e la lavanderia.
5:38Nei sotterranei cantine e magazzini per
5:40il grano, il [musica] vino e l'olio.
5:43All'esterno del chiostro, ma entro il
5:45recinto, si estendono l'orto coltivato
5:48dalle sorelle stesse [musica] e talvolta
5:50un piccolo cimitero riservato alle
5:52religiose.
5:54La chiesa è divisa nettamente in due
5:56parti. Una navata pubblica aperta ai
5:59fedeli della città dove si celebra la
6:01messa e si predica, e dietro una parete
6:05o un ampio velo, il coro delle monache
6:08protetto da una grata di ferro fitta
6:10abbastanza da impedire ogni contatto
6:12visivo. La grata è il simbolo
6:15architettonico della clausura, quello
6:17che chiude e insieme collega. Le sorelle
6:20di coro assistono alla liturgia dalla
6:23loro parte. Cantano i salmi, ascoltano
6:25l'omelia, ricevono la comunione
6:27attraverso una piccola apertura
6:29riservata, senza mai essere viste
6:31dall'assemblea dei fedeli. La giornata
6:34di una comunità clariana è scandita
6:37dall'ufficio divino. La liturgia delle
6:39ore, [musica] ancora nel buio della
6:41notte. Tra le 2:00 e le 3:00 del
6:43mattino, a seconda della stagione, il
6:46suono di una campanella [musica]
6:47richiama le sorelle al coro per il
6:49mattutino, la più lunga delle ore
6:51canoniche, composta da tre notturni
6:54[musica] e da un numero elevato di
6:56salmi. Segue all'aurora l'ora di lodi.
7:00Poi, distribuite lungo il giorno, si
7:03susseguono le ore minori: Prima a levare
7:06del sole, terza verso le 9 del mattino,
7:09sesta a mezzogiorno, nona verso le 3:00
7:12del pomeriggio. Al calare del sole si
7:14canta Vespri, la seconda grande ora del
7:17giorno. E infine, prima del riposo
7:20notturno, compieta.
7:23Tra un'ora canonica e l'altra si
7:24dispongono la lettura silenziosa della
7:26Sacra Scrittura, [musica] la
7:28meditazione, il capitolo delle colpe, il
7:31pasto e il lavoro manuale. Dopo l'ora di
7:34terza, chi sa filare fila, chi sa cucire
7:37cuce, chi sa scrivere copia. La regola
7:40di Chiara insegna esplicitamente che le
7:43sorelle a cui Dio ha dato la grazia di
7:45lavorare devono applicarsi, dopo terza a
7:48un'attività onesta e di comune utilità.
7:52Nei monasteri più grandi si produce lino
7:54filato per gli altari, si ricamano
7:57paramenti sacri, si tessono panni per le
7:59necessità della comunità e per le
8:01famiglie della città che ne fanno
8:03richiesta. In alcuni conventi, benché
8:05più raramente di quanto avvenga tra i
8:07frati, esiste anche un piccolo
8:09scriptorium in cui si trascrivono
8:12breviari, salteri, [musica]
8:13regole e libri di devozione destinati
8:16alla comunità stessa o a monasteri con
8:19sorelli. Il silenzio è la condizione
8:22ordinaria della vita conventuale.
8:25Dalla fine di Compieta la sera fino a
8:27terza del giorno seguente nessuna
8:30sorella pronuncia parola se non per
8:32necessità liturgica o per stretta
8:33obbedienza. [musica]
8:34Anche durante il giorno chiesa,
8:37dormitorio e refettorio sono luoghi di
8:39silenzio pressoché totale. Ci si esprime
8:42spesso a segni con una gestualità sobria
8:45trasmessa da una generazione all'altra.
8:48Un movimento della mano per chiedere il
8:50pane, un altro per indicare l'acqua, un
8:53altro ancora per invocare la benedizione
8:55della badessa. L'alimentazione riflette
8:58la scelta radicale della povertà. La
9:00regola di Chiara stabilisce che, tranne
9:02per le sorelle inferme o troppo giovani,
9:05tutte devono astenersi dai cibi grassi,
9:08digiunando ogni giorno dell'anno, salvo
9:10la domenica e il giorno di Natale, in
9:12cui è consentito nutrirsi due volte.
9:15L'astinenza dalle carni è pressoché
9:17totale. Il [musica] pesce, le uova e i
9:20latticini restano ammessi in alcune
9:22circostanze, ma la mensa quotidiana si
9:25compone soprattutto di pane nero d'orzo
9:27o di segale, minestre di legumi, verdure
9:30dell'orto, cavoli, [musica]
9:32rape, bietole, cicorie, fave, ceci e
9:36olio d'oliva umbro nelle giornate non di
9:39digiuno stretto. Per bere acqua o più
9:44raramente un vino leggero
9:46abbondantemente allungato. Nel
9:48refettorio le sorelle prendono i pasti
9:50in silenzio, sedute lungo tavole nude
9:53appoggiate alle pareti, ascoltando una
9:56lettura ad alta voce fatta da una di
9:58loro da un piccolo pulpito posto sul
10:00lato più corto della sala. L'abito
10:03distingue Leclaris per la sua sobrietà.
10:06Nel X secolo il colore del saio varia da
10:09monastero a monastero e da ramo a ramo
10:12dell'ordine. [musica] Si va dal grigio
10:14chiaro al marrone scuro, passando per il
10:16nocciola. [musica] e talvolta per un
10:18Bruno Rossastro, a seconda dei pigmenti
10:21vegetali disponibili in loco. Ciò che
10:24accomuna tutte è la povertà della
10:26stoffa, lana grezza, non tinta o appena
10:29colorata con tinte locali.
10:32Sopra la tunica lunga fino ai piedi si
10:34porta una mantelletta dello stesso
10:36colore. Alla vita è annodato un semplice
10:39cordone bianco con tre o cinque nodi
10:41[musica] che ricorda i tre voti
10:43pronunciati oppure le cinque piaghe di
10:45Cristo. Il capo è coperto da un velo
10:49bianco per le novizie, nero per le
10:52sorelle che hanno emesso la professione
10:54perpetua.
10:55Sotto il velo un soggolo di lino bianco
10:58stretto attorno al viso lascia scoperti
11:00solo gli occhi, il naso [musica] e la
11:02bocca. I piedi calzano sandali di legno
11:05o di cuoio grezzo. In alcune case più
11:08rigorose si va a scalze anche d'inverno,
11:10secondo l'esempio della fondatrice.
11:13Diventare Clarissa non è un percorso
11:15rapido né automatico. [musica] Una
11:17giovane che desidera entrare, di solito
11:20appartenente a una famiglia della
11:21nobiltà cittadina o dell'aristocrazia
11:24rurale del contado, deve prima essere
11:27accolta come postulante e osservata per
11:30alcuni mesi. [musica] Se la comunità la
11:32ritiene adatta, riceve l'abito monastico
11:35in una cerimonia detta vestizione.
11:38Da quel momento comincia il noviziato
11:40che dura di norma un anno intero.
11:43Durante questo tempo la novizia impara
11:45la regola, il canto liturgico, il lavoro
11:48manuale, il silenzio e prende un nuovo
11:51nome. Se al termine del noviziato sia
11:54lei sia la comunità confermano la
11:56vocazione, pronuncia la professione
11:59perpetua dei voti di castità. povertà,
12:02obbedienza e clausura. In molti
12:04monasteri la famiglia della giovane
12:06offre al convento una dote in denaro o
12:09in beni immobili, un uso diffuso e
12:12attestato in tutta l'Italia comunale del
12:14Trecento, sebbene la regola da mianita
12:17più stretta cerchi in ogni modo di
12:19limitarne l'importanza per non tradire
12:21lo spirito della povertà.
12:24A capo di ogni monastero sta la Badessa,
12:27eletta dalle sorelle riunite in
12:29capitolo. La regola di Chiara descrive
12:31la badessa non come una signora, ma come
12:34la serva delle sue sorelle, colei che
12:36prima delle altre deve dare esempio di
12:39povertà, [musica] di preghiera e di
12:41lavoro. Le decisioni importanti,
12:44accettazione di una nuova sorella, spese
12:46straordinarie, riparazioni,
12:49corrispondenza con il vescovo, gestione
12:51dei beni, si prendono nel capitolo dove
12:54ciascuna sorella professa può prendere
12:56la parola. È una forma di governo
12:58comunitario che in un'epoca
13:00profondamente gerarchica riserva alle
13:02donne uno spazio di parola e di
13:04decisione altrove pressoché impossibile.
13:08Accanto alla Badessa operano alcune
13:10ufficiali: la vicaria che la sostituisce
13:13in assenza, la maestra delle novizie, la
13:16sacrestana, custode della Chiesa, la
13:19cellaria che sorveglia la dispensa,
13:21[musica] l'infermiera che assiste le
13:23sorelle malate. Il rapporto con il mondo
13:26esterno è mediato da poche strutture
13:29precise. Il parlatorio è la sala in cui
13:32le sorelle possono ricevere le visite
13:34dei parenti stretti, [musica] sempre
13:36attraverso una grata di ferro, alla
13:38presenza di un'altra suora e per un
13:40tempo limitato. La ruota, [musica]
13:43un semplice mobile girevole incassato
13:45nel muro, permette di ricevere le
13:48provviste e i piccoli oggetti necessari
13:50alla vita del convento, senza che
13:52nessuno debba entrare o uscire. Le
13:55sorelle esterne o converse si occupano
13:58dei rari contatti con la città, fanno la
14:01spesa al mercato, portano i lavori
14:03commissionati alle botteghe, ricevono le
14:06elemosine dei benefattori.
14:08All'interno del recinto invece la
14:11clausura resta assoluta. Nel trecento
14:14umbro i conventi clariani sono anche
14:16centri economici di primordine, in
14:18particolare quelli che seguono la regola
14:21urbaniana. [musica]
14:22Ricevono lasciti, censi, terre,
14:25possiedono orti, vigne, oliveti,
14:28[musica] mulini e talvolta piccoli
14:30fondaci in città. Molte famiglie
14:33assicurano al monastero una rendita
14:35annua in cambio di sepolture nella
14:37chiesa conventuale e di preghiere
14:39perpetue per i propri defunti. Le
14:41sorelle diventano così una potenza
14:44economica silenziosa, capace di influire
14:47attraverso prestiti, mediazioni
14:49familiari, alleanze parentali con le
14:52casate donatrici [musica] sulla vita
14:54civile delle città umbre.
14:56Non meno importante è il ruolo
14:58spirituale. L'Umbria del X secolo è una
15:03delle regioni più ferventi della
15:04cristianità europea. Attorno alla figura
15:07di Francesco e di Chiara si sviluppa una
15:09fioritura di mistica femminile che tocca
15:12vertici straordinari.
15:14A Foligno, [musica] negli stessi anni in
15:17cui la regola urbaniana si diffonde nei
15:19monasteri umbri, vive Angela da Foligno,
15:22terziaria francescana morta nel 1309,
15:26autrice del celebre Liber, uno dei testi
15:29centrali della mistica del 200 e del
15:31300.
15:32>> [musica]
15:32>> A Montefalco, nell'anno 1308
15:36muore in odore di santità chiara da
15:38Montefalco, badessa di un monastero che
15:41dal 1290
15:42ha adottato la regola di Sant'Agostino,
15:45figura di monaca contemplativa che, pur
15:48non appartenendo all'ordine di Santa
15:50Chiara d'Assisi, condivide con esso
15:52l'aria spirituale dell'Umbria del Tempo
15:55e la stessa scelta radicale di clausura.
15:58L'anno liturgico scandisce ulteriormente
16:01la vita interna dei conventi. L'avvento
16:04e la Quaresima portano digiuni ancor più
16:07severi. Il Natale, la Pasqua, la festa
16:10di Sant'Agnese di Assisi, sorella minore
16:13della fondatrice, il giorno della
16:15memoria di Chiara l'11 agosto e quello
16:18di Francesco [musica] il 4 ottobre. Sono
16:21momenti in cui la comunità si concede
16:23una liturgia più solenne, un pasto un
16:26poco più abbondante, l'ingresso nel coro
16:29delle sorelle inferme, [musica] la
16:30lettura ad alta voce di brani geografici
16:33scelti, la visita del vescovo diocesano
16:36che deve ispezionare periodicamente la
16:38clausura e verificare l'osservanza della
16:41regola è un altro evento che rompe la
16:43monotonia dell'anno. [musica] L'infanzia
16:46entra nel monastero soltanto in
16:47circostanze precise. Le costituzioni
16:50successive alla regola pongono limiti di
16:52età per l'ingresso, di norma non prima
16:55dei 12 o 15 anni per il postulato e il
16:58noviziato inizia solo dopo. Le fanciulle
17:01che vengono affidate al monastero per
17:03essere educate crescono in ambienti
17:05separati dalle sorelle professe e se non
17:08abbracceranno la vita religiosa
17:10torneranno in famiglia al momento del
17:12matrimonio, portando con sé una
17:14formazione fatta di lettura, canto,
17:16ricamo, preghiera e una notevole
17:19conoscenza del latino liturgico.
17:21[musica] Alla fine del X secolo i
17:24monasteri clariani dell'Umbria formano
17:26una rete densa e influente. Sono cellule
17:29di preghiera perpetua, [musica] di
17:31lavoro silenzioso, di memoria per i
17:34defunti delle famiglie donatrici. Sono
17:36anche archivi viventi della cultura del
17:39tempo. Nelle loro biblioteche si
17:41conservano copie della regola, gli
17:43scritti di Chiara e di Francesco,
17:46salteri miniati, breviari secondo l'uso
17:49francescano, raccolte di sermoni. Sono
17:52infine luoghi in cui donne di ogni
17:54condizione, nobili, borghesi, [musica]
17:57converse di origine popolare,
18:00condividono un'esistenza comune,
18:02regolata da un tempo che non è quello
18:04del mondo, ma quello della campana. La
18:08fragile potenza di questo mondo
18:10silenzioso non si vede dalle strade
18:12delle città umbre. La si intuisce forse
18:15quando al calare della sera una campana
18:17di bronzo scandisce dal campanile del
18:19monastero l'inizio di Compieta e per un
18:21istante tutta la vita cittadina rallenta
18:23a raccogliersi in ascolto. Dietro le
18:26mura alte, dietro le grate di ferro,
18:28decine di sorelle in coro cantano il
18:30salmo che chiude la giornata e affidano
18:33al silenzio della notte umbra la propria
18:35richiesta di misericordia. Così ogni
18:38sera per tutto il 300 si compie una
18:41giornata nella vita di un tipico
18:43convento di Claris dell'Umbria, fedele a
18:46una promessa di povertà nata 100 anni
18:49prima nel piccolo santuario di San
18:51Damiano e destinata ad attraversare
18:53silenziosa e potente ancora molti secoli
18:56della storia europea. Да.