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0:01[musica]
0:15Negli ultimi 20 anni si sono verificati
0:18cambiamenti rivoluzionari. Oggi negli
0:21Stati Uniti un agricoltore produce in
0:23media tre volte di più rispetto al 1945.
0:27Eppure metà dell'umanità è ancora
0:29affamata. In 70 paesi, in via di
0:31sviluppo con oltre 2 miliardi di
0:33persone, la malnutrizione è diffusa. Ma
0:36finché la libertà dalla fame sarà
0:38raggiunta solo a metà, finché 2/3zi
0:41delle nazioni avranno carenze
0:42alimentari, nessuno potrà dirsi
0:45soddisfatto. Abbiamo la capacità, i
0:48mezzi e le risorse per eliminare la fame
0:50dalla faccia della terra.
0:53[musica]
0:54Ci serve solo la volontà.
0:57Questo era il presidente degli Stati
0:59Uniti John Fitger Kennedy il 2 giugno
1:01del 1963
1:03alla cerimonia di apertura del World
1:05Congress di Washington. Io, molto più
1:07modestamente sono Fabrizio Maronta,
1:10responsabile redazione di LIMES e questo
1:12è il podcast di Limes [musica]
1:21[musica]
1:23noi non ce ne rendiamo conto, ma il cibo
1:25di cui disponiamo praticamente senza
1:27limiti, almeno nella nostra parte di
1:29mondo, ci costa molto poco. Gli europei
1:32spendono in media tra il 10 e il 14% del
1:36loro reddito per comprare da mangiare.
1:38Mentre nelle economie più povere, molto
1:40più povere delle nostre, si arriva a
1:42spendere il 40, anche il 50% più del
1:46reddito [musica] solo per sfamarsi,
1:48spesso, tra l'altro con un cibo molto
1:50meno vario, oltre che ovviamente più
1:52scarso. Questa condizione è talmente
1:55sedimentata che non ci pensiamo nemmeno,
1:57ma non è per nulla scontata. In questa
2:00estate estrema [musica] che ha investito
2:02l'emisfero settentrionale, l'agricoltura
2:04è stata colpita duramente. In Europa
2:06vaste estensioni dei terreni agricoli
2:09sono state spazzate dagli incendi e in
2:11alcune aree, per esempio il Regno Unito,
2:13ci si prepara un raccolto piuttosto
2:14magro perché le rese dei campi, a
2:16prescindere dal fuoco, risentono
2:18comunque della siccità. Nei prossimi
2:20mesi c'è dunque il rischio che il caldo
2:23comprometta l'agricoltura non solo
2:26nell'emisfero settentrionale, ma anche
2:28in diverse aree del Sud America,
2:30dell'Africa e dell'Asia che si
2:32apprestano a entrare nella stagione
2:33estiva e per questo diverse analisi, tra
2:36cui una recente della Banca Centrale
2:38Europea, pronosticano un aumento
2:40strutturale [musica] dell'inflazione
2:42alimentare che a sua volta aggiungerebbe
2:44addirittura un 1% circa all'inflazione
2:47mondiale. Sembra poco ma non lo è. È
2:49però una media, ovviamente, perché nei
2:51paesi più poveri dove il cibo, appunto,
2:52pesa molto di più sui bilanci dei
2:54governi e delle famiglie, il dato
2:57sarebbe molto più alto. [musica]
3:00Allora, vale la pena chiederci che cosa
3:03comporta tutto questo? E la risposta non
3:06è la stessa per tutti. per le economie
3:08ricche implica un aumento
3:10dell'inflazione soprattutto sulle classi
3:12medio basse e questo in un contesto dove
3:14i margini di spesa dei governi, ad
3:16esempio per sconti sull'IVA o su altre
3:18voci che comunque incidono sui prezzi al
3:21consumo, [musica]
3:21sono limitati da diversi fattori, in
3:23particolar modo dal costo del riarmo,
3:26dagli interessi su un debito
3:27strutturalmente alto, dai provvedimenti
3:30per far fronte alle crisi industriali e
3:32più in generale dagli oneri di uno stato
3:34sociale che deve fronteggiare il rapido
3:37invecchiamento. della popolazione. Tutto
3:39questo è sgradevole, anzi è
3:42problematico, ma per le economie più
3:44povere, cioè per gran parte del mondo,
3:46l'inflazione alimentare può [musica]
3:48voler dire fame. Le Nazioni Unite
3:51prevedono che solo entro la fine di
3:53quest'anno circa 50 milioni di persone,
3:56un po' meno della popolazione italiana,
3:58saranno spinte verso una condizione di
4:00grave insicurezza alimentare a causa dei
4:02fattori climatici. È bene ricordarci
4:05quale fu la scintilla che fece scoppiare
4:07le primavere arabe. Il meteo estremo del
4:102010-2011, specie le siccità e le
4:13alluvioni in alcune delle principali
4:16aree esportatrici di cereali del mondo
4:18come Russia, Canada e Australia fecero
4:20impennare del 40% i prezzi
4:22internazionali dei cereali. Allora, come
4:24oggi, alcune parti di mondo come il
4:26Medio Oriente, il Nord Africa o il Corno
4:28d'Africa importavano in media oltre il
4:3050% degli alimenti di base e quindi
4:32risultavano e risultano ancora
4:34particolarmente vulnerabili a questo
4:36tipo [musica] di shock. In Egitto e in
4:38Siria, che ricordiamo furono tra gli
4:40epicentri delle proteste, il costo dei
4:43beni alimentari di prima necessità
4:44aumentò del 30-40% e quindi [musica]
4:47alimentò il malessere sociale che coava
4:50già sotto la cenere della repressione e
4:52di quei regimi autoritari. [musica]
4:55A questo oggi si aggiungono i conflitti.
4:58Gli agricoltori statunitensi che
5:00certamente se la passano meglio di molti
5:02altri loro colleghi, diciamo così, nel
5:05mondo, lamentano la peggior recessione
5:07di settore degli ultimi 40 anni a causa
5:10del rincaro del carburante e dei
5:12fertilizzanti, che sono degli elementi
5:14fondamentali dell'agricoltura
5:15industriale causato dal prolungarsi
5:18della guerra con l'Iran. Intanto dal
5:20mese di luglio l'Ucraina, grazie
5:22soprattutto alla maggiore gittata dei
5:24suoi droni, ha cominciato a prendere di
5:26mira le navi russe che trasportano
5:28prodotti agricoli attraverso il Mar
5:30Nero, ma anche le infrastrutture
5:32logistiche come ferrovie, porti, silossa
5:34di stoccaggio e magazzini. A metà
5:37agosto, per esempio, ha colpito tutti e
5:39tre i terminal alimentari del porto di
5:41Novorossisc, da cui passa oltre il 40%
5:45delle [musica] esportazioni russe di
5:46cereali. Anche la Russia, in risposta ha
5:49intensificato gli attacchi missilistici
5:51contro i porti uccraini sul Mar Nero e
5:53ha affondato diverse navi dirette a
5:56Odessa, che ricordiamo è il principale
5:58porto marittimo dell'Ucraina.
6:01Prima prendeva la via marittima quasi il
6:0390% dell'export alimentare uraino,
6:06compreso, tra l'altro, il grosso dei
6:08cereali che sono venduti a paesi
6:10europei, in particolar modo all'Italia,
6:12alla Spagna, all'Olanda che sono grandi
6:14importatori cereali uini. Ad agosto
6:17invece l'Ucraina ha esportato solo 1/3
6:19del normale e di conseguenza i prezzi
6:22del grano sono aumentati di oltre il
6:2425%. [musica]
6:26e continuano a crescere perché il
6:28problema è che Mosca e Kiev controllano
6:30insieme quasi un terzo delle
6:31esportazioni mondiali che tra l'altro
6:33passano o passavano prima della guerra
6:36quasi tutte per il Mar Nero. Paesi come
6:38Egitto, Turchia, Arabia Saudita, Emirati
6:40sarebbero tra i più colpiti da una crisi
6:43alimentare, ma un simile scenario non
6:45lascerebbe illese economie come la Cina
6:48e l'India che importano comunque molti
6:50cereali da Russia e Ucraina e non
6:52lascerebbe indifferenti nemmeno noi. Nei
6:54prossimi 12 mesi, infatti, l'Unione
6:56Europea prevede di importare 25 milioni
6:59di tonnellate di mais, sei in più
7:01rispetto all'anno precedente, dato il
7:03forte calo della produzione interna a
7:06causa della siccità. In teoria l'Ucraina
7:08potrebbe supplire a questo amco, ma se
7:11la situazione attuale non cambia
7:12finiremo paradossalmente per importare
7:15il mais dagli Stati Uniti, un paese
7:17molto più lontano e quindi a costi
7:19ovviamente molto superiori.
7:22L'altro paradosso, perché viviamo in un
7:24mondo di paradossi, è che i danni che
7:26Mosca e Kiev si stanno infliggendo
7:29vicendevolmente e stanno infliggendo le
7:31rispettive agricolture non sono stati,
7:34almeno finora, tali da spingerli a
7:36fermarsi. Nel 2025, infatti, la Russia
7:39ha incassato 41 miliardi di dollari
7:41dalle esportazioni agricole. Sembrano
7:43tanti, lo sono anche in valore assoluto,
7:45ma sono meno del 10% [musica]
7:48dei ricavi complessivi dell'export, che
7:50nel caso russo è fatto in gran parte
7:52dagli idrocarburi. Per l'Ucraina invece
7:54le esportazioni agricole rappresentano
7:56quasi metà del totale e tra l'altro la
7:58siccità le ha impedito negli ultimi
8:00tempi di dirottarle, come aveva fatto
8:03negli ultimi anni attraverso la Romania
8:05sul fiume d'Abubio, la cui portata è
8:06stata ridotta molto, appunto, dal la
8:09mancanza di pioggia.
8:12Ma nella misura in cui gli aiuti
8:14finanziari, soprattutto europei, in
8:16questo caso, consentono a Kiev di
8:18provvedere alla propria difesa, il
8:20problema passa in secondo piano di
8:22fatto, anche perché comunque la
8:23produzione interna basta a sfamare una
8:25popolazione che, tra l'altro si è
8:27ridotta molto a [musica] causa purtroppo
8:29delle perdite e anche dell'emigrazione.
8:31È quindi chiaro che per evitare una
8:33crisi alimentare serve un accordo
8:34diplomatico, un accordo concreto che
8:37magari faccia da premessa una tregua più
8:39generale e il precedente ci sarebbe.
8:42[musica] È quell'accordo del grano
8:43firmato a Istanbul nel luglio del 2022
8:46per mantenere appunto aperto il Mar Nero
8:48all'export alimentare. [musica]
8:51Quell'intesa, è bene ricordarlo, permise
8:53di esportare circa 33 milioni di
8:55tonnellate di prodotti alimentari,
8:57riducendo quindi il rischio di una crisi
8:59globale che si profilava anche
9:01soprattutto perché Putin mirava a
9:03impedire l'export uraino per affamare
9:06quei paesi soprattutto africani da cui
9:08poi proviene l'immigrazione che impatta
9:10sulla Unione Europea e spingere quindi i
9:13paesi europei a non sostenere l'Ucraina.
9:15Il problema è che in questi lunghi anni
9:16di guerra quell'accordo è stato
9:18superato, superato soprattutto dalla
9:20capacità della NATO di creare un
9:23corridoio sicuro e protetto lungo le
9:25coste occidentali del Mar Nero e quindi
9:27di prescindere, insomma, dalla
9:28benevolenza russa.
9:33Ora, l'evoluzione dei droni russi in
9:35parallelo a quelli uraini, oltre al
9:38maggiore accanimento di Mosca su Odessa,
9:41che è uno snodo cruciale per l'economia
9:43e per la logistica uraine, stanno
9:45[musica] vanificando quel precario
9:47equilibrio e quindi rendono necessaria
9:49una nuova soluzione. Una soluzione
9:52difficile ma necessaria, soprattutto una
9:55soluzione politica.
9:58Limes, [musica] il podcast di
10:00geopolitica, è firmato da Lucio
10:03Caracciolo e dalla redazione di Limes
10:06rivista italiana di geopolitica.
10:07[musica]
10:08Coordinamento editoriale di Ernesto
10:10Manfr, suono e montaggio a cura di
10:12Accensure Mediatech, [musica] una
10:15produzione One Podcast.