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0:01Eh stiamo discutendo e prendendo in
0:03considerazione La fenomenologia dello
0:05spirito nella sua seconda parte
0:08allora avevamo concluso la prima
0:11indagine sulla fenomenologia dicendo che
0:14con il capitolo dell'intelletto Il mondo
0:17oggettivo si risolve nella soggettività
0:20Questa è la tesi conclusiva di quel
0:22capitolo c'è una categoria finale con
0:24cui Hegel conclude Quel capitolo la
0:26categoria della infinità dentro il
0:28concetto di infinità c'è esattamente
0:29questa Ide idea della totale risoluzione
0:32dell'oggetto nel soggetto e questa idea
0:35apre il capitolo successivo il quarto
0:38quello dedicato all'autocoscienza la
0:41consapevolezza di sé alla fine infatti
0:44la coscienza è diventata consapevole che
0:46tutto il mondo è identico a sé cioè la
0:50consapevolezza di sé è identica all
0:54consapevolezza della cosa quando noi
0:56sappiamo la cosa in realtà sappiamo noi
0:58stessi questa tesi per cui il sapere
1:01dell'oggetto è identico al sapere della
1:04Cosa significa autocoscienza è la figura
1:07dell'autocoscienza il sapere è
1:09totalmente risolto nel sapersi nel
1:13sapere di sé il mondo delle leggi
1:16abbiamo visto il capitolo
1:17dell'intelletto è il mondo del
1:19soggetto così il mondo non è altro che
1:24autocoscienza il mondo è sapere di sé
1:26stesso coscienza di sé e questo è è un
1:30sapere autosufficiente Anzi è il sapere
1:34autosufficiente per
1:36eccellenza perché
1:38Eh sembra non aver bisogno di
1:40nient'altro Cioè è tutto dentro
1:42l'autocoscienza m Il cammino Qui sembra
1:45da questo punto di vista concluso No
1:47perché l'esperienza del mondo sembra
1:49concludersi con l'esperienza di sé il
1:51mondo è stato risolto nel sé
1:53l'autocoscienza è la verità della
1:55coscienza m il la conclusione
1:58dell'esperienza della coscienza è
2:00l'autocoscienza
2:01in realtà Hegel qui comincia a dubitare
2:06di questa conclusione a cui è arrivato
2:08Perché come possiamo noi facciamo questa
2:11breve riflessione come possiamo noi
2:13essere coscienti di noi
2:16stessi cioè come possiamo noi dire io io
2:20sono io io sono cosciente di me senza
2:24L'esperienza di un tu cioè come possiamo
2:27noi comprendere la nozione di io di
2:30soggetto di autocoscienza di coscienza
2:32di sé senza confrontarla con
2:34l'esperienza di un altro Rispetto al
2:36quale Noi siamo io e l'altro è diverso
2:39da questo io Ebbene senza un altro
2:43soggetto senza L'esperienza di un altro
2:46soggetto che ovviamente dovrà essere
2:48diverso da me e io farò al massimo
2:52l'esperienza di una coscienza In
2:54generale cioè io avrò l'idea di
2:58coscienza cioè che in realtà ha alla
3:00fine siccome non mi distinguo da un
3:02altro questa coscienza di me sarà
3:04identica alla coscienza del mondo Cioè
3:05non avrò
3:06neanche la percezione che io sono
3:09diverso dal mondo e che la mia coscienza
3:12è diversa dal mondo la mia autocoscienza
3:13è identica al mondo finché non faccio
3:16L'esperienza di un altro soggetto non ho
3:19l'idea di che cosa sia un'
3:21autocoscienza quindi l'idea di cosa sia
3:25la mia coscienza risulta indisi unibile
3:28dall'idea di un
3:30coscienza insomma la coscienza senza
3:34l'altro non avrà non avrà che occhi che
3:37per il mondo non vedrà altro che il
3:39mondo non riuscirà neanche a vedere se
3:41stessa quindi in che modo io che vedo le
3:43cose che stanno di fronte a me potrò
3:45rivolgere lo sguardo verso me stesso e
3:47dire io sono io perché questa è una cosa
3:50che a noi sembra abbastanza semplice in
3:52realtà è complicata cioè com'è che il
3:55mio sguardo che generalmente è rivolto
3:57verso le cose del mondo com' che questo
4:00sguardo a un certo punto si gira torna
4:02verso di sé riflette si flette su se
4:06stesso e guarda a se stesso Qual è
4:08l'esperienza che mi fa rivolgere lo
4:10sguardo verso di me tutti questi sono
4:12sono i problemi che l' investiga nel
4:15capitolo dell'autocoscienza ed ecco
4:17allora la sua tesi la tesi che viene
4:19fuori in maniera plastica nel capitolo
4:21quarto appunto il capitolo
4:22dell'autocoscienza Non è possibile
4:25l'autocoscienza non è possibile cioè
4:28L'esperienza di S stessa
4:30il rivolgere lo sguardo verso se stesso
4:32senza L'esperienza di un altro il sapere
4:36apparentemente autosufficiente
4:39dell'autocoscienza sembra che essa basti
4:42totalmente a se stesso questo sapere
4:44totalmente autosufficente si mostra alla
4:47fine debitore nei confronti di qualcosa
4:51che sta fuori di lui e questa cosa che
4:53sta fuori di lui è la coscienza di un
4:56altro un'altra autocoscienza Questa è
4:59laes che li illustra nel capitolo quarto
5:01l'autocoscienza è in sé e per sé dice
5:05solo in quanto è in sé e per sé per un
5:08altro solo in quanto c'è quest'altro
5:10Cioè solo in quanto è riconosciuta Ecco
5:13la grande tesi del quarto capitolo Noi
5:16siamo noi stessi perché siamo stati
5:19riconosciuti da un'altra
5:21autocoscienza dunque non solo il
5:25mondo Dipende dal soggetto conclusione
5:29di i primi tre capitoli l'intelletto Si
5:31concludeva esattamente in questo modo il
5:34mondo era totalmente dipendente dai
5:36concetti dell'intelletto ma anche il
5:39soggetto dipende dal mondo il soggetto
5:42dipende dagli altri soggetti Io sono
5:44tale perché un altro mi ha riconosciuto
5:46Quando l'altro mi ha riconosciuto ho
5:48potuto a questo punto accorgermi di me
5:50stesso perché l'altro mi ha detto guarda
5:52che tu sei tu e questo punto io mi sono
5:54riconosciuto Mi son visto No il
5:56riconoscimento di sé è dipendente dal
5:58riconoscimento di un un altro Dunque il
6:01soggetto dipende dal mondo che sta fuori
6:03di lui dipende da un altro soggetto non
6:06solo he l' aggiunge Io dipendo dagli
6:09oggetti che stanno fuori di me nel
6:11capitolo celebre capitolo 4 della
6:13fenomenologia dello spirito Hegel mostra
6:16il soggetto che lavora il mondo e il
6:18soggetto che lavora produce oggetti e
6:21negli oggetti che lui produce vede se
6:23stesso perché nell'oggetto che io faccio
6:25nel nel risultato nel prodotto del mio
6:28lavoro c'è la mia mia interiorità c'è la
6:30mia capacità c'è il mio intelletto c'è
6:33la mia personalità e quando guardo gli
6:35oggetti che io ho prodotto Vedo me
6:37stesso quindi quando io vedo me stesso
6:40sono il risultato degli oggetti che
6:42stanno fuori di me e degli altri
6:44soggetti che mi hanno riconosciuto
6:46insomma ecco la vera tesi della
6:49fenomenologia dello spirito che comincia
6:51a affacciarsi qui nel quarto capitolo
6:52nel capitolo dell'autocoscienza insomma
6:55i vari saperi della coscienza
6:59trascendono Sempre se stessi vanno
7:01sempre al di là di S stessa hanno sempre
7:02bisogno di qualcosa che sta fuori oltre
7:06se stessi dipendono sempre da
7:09altro se potessimo condensare tutta la
7:13tesi che attraversa La fenomenologia
7:14dello spirito diremmo questo la
7:16coscienza è sempre presso altro è sempre
7:19fuori di sé è sempre oltre se stessa
7:22diciamo un altro termine gelano
7:25l'immediatezza i vari saperi sono tutti
7:27immediati l'immediatezza
7:29rinvia sempre a una mediazione cioè
7:32rinvia a qualcosa che sta fuori e quindi
7:36l'immediatezza è il prodotto di una
7:38mediazione e quindi in realtà è una
7:40mediazione insomma la coscienza è questo
7:43il senso della negatività di questa
7:45esperienza smentisce sempre se stesso
7:48smentisce sempre il proprio rinchiudo
7:50dentro di sé e smentisce quindi la
7:53riduzione del mondo a sé perché
7:56certamente vero che il mondo dipende da
7:57essa Ma è anche vero contrario cioè che
8:00dipende dal mondo il soggetto potremmo
8:04dire così non è mai solo soggetto è
8:06sempre soggetto e oggetto al tempo
8:08stesso la verità non sta mai solo Dentro
8:11di lui sta anche nell'oggetto sta e in
8:14lui e nell'oggetto cioè sta nell'unità
8:17dei due Mh nella loro incessante
8:19relazione n fatto che l'uno rinvia
8:22l'altro che l'uno dipende dall'altro e
8:25l'altro dipende
8:26dall'uno e questo altro coinvolge anche
8:30gli altri soggetti gli altri soggetti
8:32fanno parte della mia soggettività è
8:34come se nella mia soggettività ci
8:36fossero tutti gli oggetti che io con cui
8:38sono entrato in contatto ma anche tutti
8:40i soggetti con cui sono entrato in
8:41contatto io sono molti dentro di me sono
8:44molte cose non sono mai solo me stesso
8:46sono me stesso e tutte le cose che ho
8:48incontrato sono il risultato esattamente
8:51di questo tipo di esperienza quindi
8:53l'unità di soggetto e oggetto di cui
8:56parla La fenomenologia dello spirito non
8:58concer quindi solo il rapporto
9:02solitario monologico della coscienza con
9:06il suo oggetto non è questo il vero
9:08rapporto soggetto e oggetto ma coinvolge
9:11anche gli altri soggetti cioè coinvolge
9:14il rapporto tra il soggetto e l'oggetto
9:17e gli altri soggetti cioè il suo
9:21rapporto con il mondo è un rapporto
9:23intersoggettivo e il passaggio decisivo
9:27avviene alla fine del capitolo
9:28successivo
9:31Quinto capitolo successivo a quello
9:32dell'autocoscienza cioè il capitolo
9:34della ragione in cui alla fine di questo
9:37capitolo che parte esattamente dall'idea
9:40ancora idealistica da cui prende
9:44costantemente le distanze Cioè che il
9:46mondo sia totalmente interno al soggetto
9:48Ecco alla fine di questo capitolo vien
9:52fuori la tesi in realtà che hal vuole
9:54sostenere e cioè che la
9:58realtà emerge dal rapporto del singolo
10:01con gli altri cioè quello che noi
10:03chiamiamo mondo reale la realtà delle
10:05cose non è mai solo il risultato delle
10:09mie operazioni cognitive singolari con
10:11il mondo con l'oggetto Ma è sempre il
10:14risultato delle mie operazioni singolari
10:16con l'oggetto e intersoggettive con gli
10:19altri io mi faccio un'idea di come sono
10:21le cose perché anche gli altri hanno
10:22detto che le cose sono fatte in questo
10:25modo la convinzione che ho del mondo
10:28reale è al tempo stesso mediata dagli
10:31altri soggetti che ritengono che questo
10:32sia il mondo reale la mia capacità di
10:35distinguere una realtà da un'illusione
10:37sta nel fatto che un altro soggetto in
10:39continuazione potrebbe dirmi guarda che
10:41quello che stai vedendo è un'illusione e
10:43quindi la concezione della realtà del
10:45mondo è qualcosa che avviene in maniera
10:47intersoggettiva grazie alla
10:49collaborazione degli altri alla fine del
10:52capitolo quinto della ragione la
10:55coscienza capisce che non è mai
10:57isolata che non è è solitaria e che essa
11:00è costituita dalle relazioni con gli
11:02altri soggetti essa è soggetto oggetto e
11:06soggetti al tempo stesso rapporto
11:08triadico No cioè essa è diventata
11:12consapevole di essere spirito Ecco
11:15abbiamo la parola decisiva l' abbiamo
11:17incontrata qui solo alla fine del quinto
11:18capitolo e che comincia a lavorare con
11:20questa parola che porta il titolo
11:22generale dell'Opera No perché il
11:25passaggio decisivo dal quinto al sesto
11:27capitolo è esattamente questo cioè la
11:28for formazione del concetto di spirito e
11:32il sesto capitolo Infatti Porta questo
11:33titolo dopo il capitolo quinto della
11:36ragione il sesto si intitola Spirit e
11:38finalmente abbiamo incontrato l'oggetto
11:41misterioso che fin qui non era ancora
11:43apparso e che progressivamente si era
11:46formato attraverso questa serie di
11:48esperienze che la coscienza ha fatto
11:50Insomma lo spirito è la vera realtà
11:53della coscienza Cioè Cosa vuol dire vuol
11:56dire che la realtà è sempre al di là
11:58della coscienza è la relazione fra i
12:00soggetti ed è la relazione di questi
12:03soggetti con le
12:05cose questo è la tesi che attraversa
12:08l'intera fenomenologia dello spirito
12:10cioè che la coscienza è spirito Cioè è
12:12realtà intersoggettiva e relazione di
12:15soggetto e oggetto e in questo quadro si
12:17capisce anche una celebre affermazione
12:20una delle più celebri affermazioni della
12:22fenomenologia e
12:25cioè quella affermazione che troviamo
12:27nella prefazione in cui dice che
12:29dobbiamo comprendere il vero non come
12:33sostanza ma altrettanto come soggetto
12:38Mh soggetto qui Attenzione Non è la
12:40coscienza singola he spiega proprio
12:43nelle righe immediatamente soggettive
12:44soggetto qui va inteso come spirito cioè
12:48la verità non è una sostanza un ente non
12:52è una cosa non è neanche la coscienza
12:54singola la realtà
12:57è l'insieme delle azioni intersoggettive
13:00Mh cioè la parola spirito che Hegel
13:04prende dalla religione Anzi lui è
13:05consapevole di questa origine religiosa
13:07e la parola spirito la troviamo dice
13:10depositata nella religione e in quella
13:12che lui ritiene la religione moderna
13:14cioè la religione Cristiano la prendiamo
13:16da lì ma a questa parola che pure ha
13:19un'origine religiosa Hegel dà un
13:20significato direi sociale cioè lo
13:24spirito è esattamente la socialità delle
13:26relazioni è quello spazio sociale
13:29in cui noi facciamo esperienza di noi
13:32stessi e del mondo il mondo è
13:34esattamente il risultato di questa serie
13:35di relazioni in questo senso il mondo è
13:38Spirito perché il mondo non è né cosa né
13:42soggettività isolata ma è questo insieme
13:44di relazioni in cui si forma il nostro
13:47concetto di realtà alla fine la
13:50coscienza ha concluso la sua esperienza
13:53Cioè alla fine ha concluso questo
13:55processo di formazione che è stato
13:56negativo No ma anche positivo Perché sa
14:00Alla fine cosa sa essa sa di essere
14:02soggetto e oggetto insieme l'oggetto è
14:05sempre legato al soggetto il soggetto è
14:07sempre legato all'oggetto essa sa di
14:09essere singolare e universale Cioè è se
14:13stessa Ed è universale Cioè è l'insieme
14:17degli altri ogg degli altri soggetti
14:19Cioè è intersoggettiva universale questo
14:21significa ingel No Cioè significa
14:23sociale prodotto di rapporti
14:27intersoggettivi Allora qu la coscienza
14:30raggiunge Questa consapevolezza cioè di
14:31essere soggetto e oggetto singolare
14:35universale cioè di essere spirito In
14:37altre parole quando sa quindi che essa è
14:40fondamentalmente relazione ha raggiunto
14:43quello che Hegel chiama il sapere
14:46assoluto Ecco la chiave dell'Opera No
14:48questa parola
14:50misteriosa su cui molti Si affannano in
14:53realtà è la conclusione di questa
14:54esperienza l'esperienza negativa la via
14:58della disperazione perché in
14:59continuazione pensiamo di arrivare a una
15:01verità e questa è continuamente smentita
15:03No questa esperienza negativa alla fine
15:05ha ottenuto un risultato positivo la
15:09coscienza non è vera finché pensa a se
15:12stessa come
15:14isolata finché pensa a se stessa come
15:17opposta all'oggetto separata da lui ma è
15:20vera quando pensa a se stessa come
15:23spirito cioè come relazione questa
15:26totalità di relazioni in cui sta la sua
15:29verità
15:31all'assoluto quindi è arrivata
15:33attraverso un cammino negativo Cioè
15:36attraverso la negazione di tutte le
15:39forme
15:40inadeguate insufficienti di pensare la
15:44verità È interessante questa tesi
15:46hegeliana Cioè secondo Hegel non c'è una
15:49dimostrazione positiva dell'assoluto non
15:52si può dimostrare l'assoluto e per una
15:54ragione semplice perché la dimostrazione
15:56è sempre partire da una premessa e
15:58arrivare una conclusione quindi se la
16:00conclusione deve essere assoluto vuol
16:02dire che la premessa da cui siamo
16:03partiti è più assoluto della conclusione
16:05quindi questa impossibilità di partire
16:09di qualcosa che sia più assoluto
16:11dell'assoluto rende impossibile
16:13qualunque dimostrazione positiva
16:15dell'assoluto dell'assoluto non c'è
16:17dimostrazione possibile l'unica
16:20dimostrazione è quella negativa
16:22attraverso cioè la confutazione la
16:25negazione la messa in discussione di
16:27tutte le varie forme inadeguate e
16:31insufficienti di esso c'è solo la
16:34confutazione di tutti i saperi che
16:37negano la vera forma dell'assoluto
16:38l'esperienza della fenomenologia dello
16:40spirito è questa cioè che tutti I saperi
16:43in cui noi pensavamo di raggiungere
16:45l'assoluto erano inconsistenti
16:47contraddittori bisognosi di altro
16:50dovevamo uscire da noi stessi No per per
16:53per capire qual era il vero sapere Ecco
16:56l'unica dimostrazione possibile
16:58dell'assoluto è la confutazione di ciò
17:00che lo
17:01nega certo dice Hegel l'assoluto era
17:04presente fin
17:05dall'inizio non ce n eravamo accorti
17:08Questo è il senso per cui ogni sapere
17:10tende ad assolutizzare è l'assoluto che
17:12sta dentro fin dall'inizio no anche la
17:15certezza sensibile anche la prima
17:19aurorale inadeguata forma di coscienza
17:22era in sé già spirito ma non sapeva di
17:25esserlo No non sapeva di Ess essere
17:29quello che essa già era Hegel dice che
17:31in sé era spirito ma non lo era ancora
17:35per sé Cioè non lo era ancora
17:37consapevolmente che cosa fa La
17:40fenomenologia dello spirito conduce
17:42quell' in sé a diventare per sé alla
17:44fine in sé e per sé coincidono
17:47all'inizio son sono divaricati perché
17:49ciò che è in sé in sé spirito non è per
17:52sé Perché per sé è certezza sensibile
17:55alla fine il sapere assoluto è in sé e
17:59per sé la stessa cosa Cioè è diventato
18:01consapevole di ciò che esso è realmente
18:04alla fine la coscienza ha guadagnato
18:07l'assoluto il suo cammino è stato quasi
18:10una sorta di elevazione Hegel parla un
18:12po' anche in questi termini no
18:14elevazione dal finito
18:17all'assoluto ma è interessante notare
18:20che ci si eleva a ciò che già si era
18:23perché fin dall'inizio la coscienza era
18:25questa cosa fin dall'inizio Noi siamo
18:27spirito solo che non abbiamo di esserlo
18:30abbiamo bisogno di questo cammino Ecco
18:32l'introduzione all'assoluta abbiamo
18:33bisogno cioè di fare tutta questa lunga
18:36esperienza negativa per capire che cosa
18:39siamo m per capire che cosa siamo e alla
18:42fine che cosa siamo noi siamo un sapere
18:45perché questo è l'assoluto ha la forma
18:48di un sapere Hegel dice che l'assoluto è
18:50un sapere assoluto eh potremmo quasi
18:54dire che l'assoluto è l'esperienza che
18:56la coscienza ha fatto e la conclusione
18:58di questa esperienza cioè il risultato a
19:00cui essa è arrivata No l'assoluto non è
19:04una sostanza si tratta di comprendere il
19:06vero non come sostanza Qui l'assoluto
19:09non è una cosa non è un ente neanche
19:11l'ente supremo neanche l'ente sommo no
19:14anche se Lu ha spesso come dire
19:17caratterizzazioni teologiche per
19:18l'assoluto ma ha negato fin dall'inizio
19:20che l'assoluto sia una cosa un ente
19:23supremo e meno che meno un'essenza
19:25trascendente l'assoluto è solo la
19:28consapevolezza della coscienza cioè è
19:31una consapevolezza che racchiude al suo
19:35interno tutte le forme di sapere che
19:38essa ha attraversato e di cui ha visto
19:40in continuazione l'inadeguatezza e il
19:43bisogno di passare ad altro
19:46Mh tutte forme di sapere che essa ha
19:49negato Alla fine abbiamo un sapere che
19:53non ha più bisogno di uscire da sé cioè
19:56tutte le forme di sapere che lo hanno
19:57preceduto erano sempre presso altro
20:00abbiano bisogno di uscire da altro Alla
20:03fine questo sapere
20:06è autosufficiente Nel senso che
20:10ha dentro di sé tutte le mediazioni che
20:13prima erano fuori cioè tutte le figure
20:17precedenti richiedevano mediazioni
20:19esterne all'oggetto agli altri soggetti
20:22all'universale Ali concetti eccetera ora
20:25alla fine tutte queste mediazioni stanno
20:27dentro m qui quindi il sapere assoluto
20:29per Hegel è alla fine immediatezza e
20:33mediazione è immediatezza
20:36perché non ha più bisogno di uscire da
20:38sé quindi è totalmente dentro di sé ed è
20:41mediazione perché ha tutte le mediazioni
20:44dentro la sua consapevolezza le ha
20:46dentro se stesso un sapere che è anche
20:49un sapersi questo dice Hegel cioè dice
20:52che ha la forma del sé Cioè è la
20:56consapevolezza di sé stesso cioè Esso sa
21:00che esso è spirito quindi un sapere
21:04fondamentalmente
21:05riflessivo sa la verità della storia
21:08della coscienza e sa che questa verità è
21:12relazione cioè che noi la la quello che
21:16noi chiamiamo la realtà delle cose è il
21:18risultato di molteplici relazioni con i
21:21soggetti e con gli oggetti Cioè è
21:24rapporto logico Ecco qui abbiamo la
21:27conclusione della fenomenologia dello
21:28spirito cioè tutte queste relazioni sono
21:31relazioni logiche le Possiamo tutte
21:33esprimere attraverso concetti attraverso
21:35mediazioni dire che la verità è
21:38relazione e dire che la verità è
21:40mediazione e dire che è mediazione dire
21:43che è logica perché ogni realtà contiene
21:45se stessa e l'altro mediazione tra il
21:48soggetto e l'oggetto tra l'universale e
21:50l'individuale e alla fine Infatti Hegel
21:53questo dice nel capitolo conclusivo
21:55della fenomenologia quello dedicato al
21:57sapere assoluto e cioè che questo sapere
21:59è un sapere puro perché è puro perché
22:03non ha più oggetto è la sua purezza è il
22:05fatto che tutta l'oggettività è risolta
22:08in questo sapere ma questo sapere Non è
22:10però ripeto il sapere della coscienza
22:13singola Questa è stata superata una
22:15volta per tutte è il puro sapere è pura
22:18relazione concettuale è il pensiero
22:21nella sua purezza cioè il pensiero non
22:24più soggettivo perché soggettivo
22:26significa che c'è un oggetto di contro
22:28Ma qui l'oggetto è sparito Cioè si è
22:30risolto nella relazione non è più questo
22:33soggetto opposto
22:35all'oggetto La fenomenologia dello
22:37spirito dunque alla fine del suo
22:39percorso annuncia questo sapere Puro che
22:43è la verità ultima Mh la scienza della
22:46logica lo esporrà cioè la inevitabile
22:50conclusione della fenomenologia dello
22:51spirito è l'esposizione di questo
22:54risultato a cui La fenomenologia è
22:56arrivata la fenomenologia ha detto che
22:58la verità è questo sapere puro questo
23:01sapere puro è spirito questo sapere puro
23:03è relazione logica a questo punto avremo
23:05bisogno di un'opera che dica in maniera
23:07articolata
23:09Come si espone
23:12articolatore Questo sarà il compito a
23:14cui lavorerà negli anni immediatamente
23:16successivi ci metterà quasi una decina
23:19d'anni per per completare quest'opera
23:21per arrivare alla pubblicazione della
23:23Scienza della logica la quale dirà
23:24esattamente come è fatto questo sapere
23:27logico a cui ha condotto il cammino
23:30fenomenologico