Free YouTube Transcribe

Video transcript

Lucio Cortella e G. W. F. Hegel - La fenomenologia dello Spirito [Parte II]

Grandi opere filosofiche · 3,355 words · 16 min read

Want to search this transcript, jump the video from any line, or download it as TXT, SRT, or VTT?

Open in the transcript tool

Full transcript

0:01Eh stiamo discutendo e prendendo in

0:03considerazione La fenomenologia dello

0:05spirito nella sua seconda parte

0:08allora avevamo concluso la prima

0:11indagine sulla fenomenologia dicendo che

0:14con il capitolo dell'intelletto Il mondo

0:17oggettivo si risolve nella soggettività

0:20Questa è la tesi conclusiva di quel

0:22capitolo c'è una categoria finale con

0:24cui Hegel conclude Quel capitolo la

0:26categoria della infinità dentro il

0:28concetto di infinità c'è esattamente

0:29questa Ide idea della totale risoluzione

0:32dell'oggetto nel soggetto e questa idea

0:35apre il capitolo successivo il quarto

0:38quello dedicato all'autocoscienza la

0:41consapevolezza di sé alla fine infatti

0:44la coscienza è diventata consapevole che

0:46tutto il mondo è identico a sé cioè la

0:50consapevolezza di sé è identica all

0:54consapevolezza della cosa quando noi

0:56sappiamo la cosa in realtà sappiamo noi

0:58stessi questa tesi per cui il sapere

1:01dell'oggetto è identico al sapere della

1:04Cosa significa autocoscienza è la figura

1:07dell'autocoscienza il sapere è

1:09totalmente risolto nel sapersi nel

1:13sapere di sé il mondo delle leggi

1:16abbiamo visto il capitolo

1:17dell'intelletto è il mondo del

1:19soggetto così il mondo non è altro che

1:24autocoscienza il mondo è sapere di sé

1:26stesso coscienza di sé e questo è è un

1:30sapere autosufficiente Anzi è il sapere

1:34autosufficiente per

1:36eccellenza perché

1:38Eh sembra non aver bisogno di

1:40nient'altro Cioè è tutto dentro

1:42l'autocoscienza m Il cammino Qui sembra

1:45da questo punto di vista concluso No

1:47perché l'esperienza del mondo sembra

1:49concludersi con l'esperienza di sé il

1:51mondo è stato risolto nel sé

1:53l'autocoscienza è la verità della

1:55coscienza m il la conclusione

1:58dell'esperienza della coscienza è

2:00l'autocoscienza

2:01in realtà Hegel qui comincia a dubitare

2:06di questa conclusione a cui è arrivato

2:08Perché come possiamo noi facciamo questa

2:11breve riflessione come possiamo noi

2:13essere coscienti di noi

2:16stessi cioè come possiamo noi dire io io

2:20sono io io sono cosciente di me senza

2:24L'esperienza di un tu cioè come possiamo

2:27noi comprendere la nozione di io di

2:30soggetto di autocoscienza di coscienza

2:32di sé senza confrontarla con

2:34l'esperienza di un altro Rispetto al

2:36quale Noi siamo io e l'altro è diverso

2:39da questo io Ebbene senza un altro

2:43soggetto senza L'esperienza di un altro

2:46soggetto che ovviamente dovrà essere

2:48diverso da me e io farò al massimo

2:52l'esperienza di una coscienza In

2:54generale cioè io avrò l'idea di

2:58coscienza cioè che in realtà ha alla

3:00fine siccome non mi distinguo da un

3:02altro questa coscienza di me sarà

3:04identica alla coscienza del mondo Cioè

3:05non avrò

3:06neanche la percezione che io sono

3:09diverso dal mondo e che la mia coscienza

3:12è diversa dal mondo la mia autocoscienza

3:13è identica al mondo finché non faccio

3:16L'esperienza di un altro soggetto non ho

3:19l'idea di che cosa sia un'

3:21autocoscienza quindi l'idea di cosa sia

3:25la mia coscienza risulta indisi unibile

3:28dall'idea di un

3:30coscienza insomma la coscienza senza

3:34l'altro non avrà non avrà che occhi che

3:37per il mondo non vedrà altro che il

3:39mondo non riuscirà neanche a vedere se

3:41stessa quindi in che modo io che vedo le

3:43cose che stanno di fronte a me potrò

3:45rivolgere lo sguardo verso me stesso e

3:47dire io sono io perché questa è una cosa

3:50che a noi sembra abbastanza semplice in

3:52realtà è complicata cioè com'è che il

3:55mio sguardo che generalmente è rivolto

3:57verso le cose del mondo com' che questo

4:00sguardo a un certo punto si gira torna

4:02verso di sé riflette si flette su se

4:06stesso e guarda a se stesso Qual è

4:08l'esperienza che mi fa rivolgere lo

4:10sguardo verso di me tutti questi sono

4:12sono i problemi che l' investiga nel

4:15capitolo dell'autocoscienza ed ecco

4:17allora la sua tesi la tesi che viene

4:19fuori in maniera plastica nel capitolo

4:21quarto appunto il capitolo

4:22dell'autocoscienza Non è possibile

4:25l'autocoscienza non è possibile cioè

4:28L'esperienza di S stessa

4:30il rivolgere lo sguardo verso se stesso

4:32senza L'esperienza di un altro il sapere

4:36apparentemente autosufficiente

4:39dell'autocoscienza sembra che essa basti

4:42totalmente a se stesso questo sapere

4:44totalmente autosufficente si mostra alla

4:47fine debitore nei confronti di qualcosa

4:51che sta fuori di lui e questa cosa che

4:53sta fuori di lui è la coscienza di un

4:56altro un'altra autocoscienza Questa è

4:59laes che li illustra nel capitolo quarto

5:01l'autocoscienza è in sé e per sé dice

5:05solo in quanto è in sé e per sé per un

5:08altro solo in quanto c'è quest'altro

5:10Cioè solo in quanto è riconosciuta Ecco

5:13la grande tesi del quarto capitolo Noi

5:16siamo noi stessi perché siamo stati

5:19riconosciuti da un'altra

5:21autocoscienza dunque non solo il

5:25mondo Dipende dal soggetto conclusione

5:29di i primi tre capitoli l'intelletto Si

5:31concludeva esattamente in questo modo il

5:34mondo era totalmente dipendente dai

5:36concetti dell'intelletto ma anche il

5:39soggetto dipende dal mondo il soggetto

5:42dipende dagli altri soggetti Io sono

5:44tale perché un altro mi ha riconosciuto

5:46Quando l'altro mi ha riconosciuto ho

5:48potuto a questo punto accorgermi di me

5:50stesso perché l'altro mi ha detto guarda

5:52che tu sei tu e questo punto io mi sono

5:54riconosciuto Mi son visto No il

5:56riconoscimento di sé è dipendente dal

5:58riconoscimento di un un altro Dunque il

6:01soggetto dipende dal mondo che sta fuori

6:03di lui dipende da un altro soggetto non

6:06solo he l' aggiunge Io dipendo dagli

6:09oggetti che stanno fuori di me nel

6:11capitolo celebre capitolo 4 della

6:13fenomenologia dello spirito Hegel mostra

6:16il soggetto che lavora il mondo e il

6:18soggetto che lavora produce oggetti e

6:21negli oggetti che lui produce vede se

6:23stesso perché nell'oggetto che io faccio

6:25nel nel risultato nel prodotto del mio

6:28lavoro c'è la mia mia interiorità c'è la

6:30mia capacità c'è il mio intelletto c'è

6:33la mia personalità e quando guardo gli

6:35oggetti che io ho prodotto Vedo me

6:37stesso quindi quando io vedo me stesso

6:40sono il risultato degli oggetti che

6:42stanno fuori di me e degli altri

6:44soggetti che mi hanno riconosciuto

6:46insomma ecco la vera tesi della

6:49fenomenologia dello spirito che comincia

6:51a affacciarsi qui nel quarto capitolo

6:52nel capitolo dell'autocoscienza insomma

6:55i vari saperi della coscienza

6:59trascendono Sempre se stessi vanno

7:01sempre al di là di S stessa hanno sempre

7:02bisogno di qualcosa che sta fuori oltre

7:06se stessi dipendono sempre da

7:09altro se potessimo condensare tutta la

7:13tesi che attraversa La fenomenologia

7:14dello spirito diremmo questo la

7:16coscienza è sempre presso altro è sempre

7:19fuori di sé è sempre oltre se stessa

7:22diciamo un altro termine gelano

7:25l'immediatezza i vari saperi sono tutti

7:27immediati l'immediatezza

7:29rinvia sempre a una mediazione cioè

7:32rinvia a qualcosa che sta fuori e quindi

7:36l'immediatezza è il prodotto di una

7:38mediazione e quindi in realtà è una

7:40mediazione insomma la coscienza è questo

7:43il senso della negatività di questa

7:45esperienza smentisce sempre se stesso

7:48smentisce sempre il proprio rinchiudo

7:50dentro di sé e smentisce quindi la

7:53riduzione del mondo a sé perché

7:56certamente vero che il mondo dipende da

7:57essa Ma è anche vero contrario cioè che

8:00dipende dal mondo il soggetto potremmo

8:04dire così non è mai solo soggetto è

8:06sempre soggetto e oggetto al tempo

8:08stesso la verità non sta mai solo Dentro

8:11di lui sta anche nell'oggetto sta e in

8:14lui e nell'oggetto cioè sta nell'unità

8:17dei due Mh nella loro incessante

8:19relazione n fatto che l'uno rinvia

8:22l'altro che l'uno dipende dall'altro e

8:25l'altro dipende

8:26dall'uno e questo altro coinvolge anche

8:30gli altri soggetti gli altri soggetti

8:32fanno parte della mia soggettività è

8:34come se nella mia soggettività ci

8:36fossero tutti gli oggetti che io con cui

8:38sono entrato in contatto ma anche tutti

8:40i soggetti con cui sono entrato in

8:41contatto io sono molti dentro di me sono

8:44molte cose non sono mai solo me stesso

8:46sono me stesso e tutte le cose che ho

8:48incontrato sono il risultato esattamente

8:51di questo tipo di esperienza quindi

8:53l'unità di soggetto e oggetto di cui

8:56parla La fenomenologia dello spirito non

8:58concer quindi solo il rapporto

9:02solitario monologico della coscienza con

9:06il suo oggetto non è questo il vero

9:08rapporto soggetto e oggetto ma coinvolge

9:11anche gli altri soggetti cioè coinvolge

9:14il rapporto tra il soggetto e l'oggetto

9:17e gli altri soggetti cioè il suo

9:21rapporto con il mondo è un rapporto

9:23intersoggettivo e il passaggio decisivo

9:27avviene alla fine del capitolo

9:28successivo

9:31Quinto capitolo successivo a quello

9:32dell'autocoscienza cioè il capitolo

9:34della ragione in cui alla fine di questo

9:37capitolo che parte esattamente dall'idea

9:40ancora idealistica da cui prende

9:44costantemente le distanze Cioè che il

9:46mondo sia totalmente interno al soggetto

9:48Ecco alla fine di questo capitolo vien

9:52fuori la tesi in realtà che hal vuole

9:54sostenere e cioè che la

9:58realtà emerge dal rapporto del singolo

10:01con gli altri cioè quello che noi

10:03chiamiamo mondo reale la realtà delle

10:05cose non è mai solo il risultato delle

10:09mie operazioni cognitive singolari con

10:11il mondo con l'oggetto Ma è sempre il

10:14risultato delle mie operazioni singolari

10:16con l'oggetto e intersoggettive con gli

10:19altri io mi faccio un'idea di come sono

10:21le cose perché anche gli altri hanno

10:22detto che le cose sono fatte in questo

10:25modo la convinzione che ho del mondo

10:28reale è al tempo stesso mediata dagli

10:31altri soggetti che ritengono che questo

10:32sia il mondo reale la mia capacità di

10:35distinguere una realtà da un'illusione

10:37sta nel fatto che un altro soggetto in

10:39continuazione potrebbe dirmi guarda che

10:41quello che stai vedendo è un'illusione e

10:43quindi la concezione della realtà del

10:45mondo è qualcosa che avviene in maniera

10:47intersoggettiva grazie alla

10:49collaborazione degli altri alla fine del

10:52capitolo quinto della ragione la

10:55coscienza capisce che non è mai

10:57isolata che non è è solitaria e che essa

11:00è costituita dalle relazioni con gli

11:02altri soggetti essa è soggetto oggetto e

11:06soggetti al tempo stesso rapporto

11:08triadico No cioè essa è diventata

11:12consapevole di essere spirito Ecco

11:15abbiamo la parola decisiva l' abbiamo

11:17incontrata qui solo alla fine del quinto

11:18capitolo e che comincia a lavorare con

11:20questa parola che porta il titolo

11:22generale dell'Opera No perché il

11:25passaggio decisivo dal quinto al sesto

11:27capitolo è esattamente questo cioè la

11:28for formazione del concetto di spirito e

11:32il sesto capitolo Infatti Porta questo

11:33titolo dopo il capitolo quinto della

11:36ragione il sesto si intitola Spirit e

11:38finalmente abbiamo incontrato l'oggetto

11:41misterioso che fin qui non era ancora

11:43apparso e che progressivamente si era

11:46formato attraverso questa serie di

11:48esperienze che la coscienza ha fatto

11:50Insomma lo spirito è la vera realtà

11:53della coscienza Cioè Cosa vuol dire vuol

11:56dire che la realtà è sempre al di là

11:58della coscienza è la relazione fra i

12:00soggetti ed è la relazione di questi

12:03soggetti con le

12:05cose questo è la tesi che attraversa

12:08l'intera fenomenologia dello spirito

12:10cioè che la coscienza è spirito Cioè è

12:12realtà intersoggettiva e relazione di

12:15soggetto e oggetto e in questo quadro si

12:17capisce anche una celebre affermazione

12:20una delle più celebri affermazioni della

12:22fenomenologia e

12:25cioè quella affermazione che troviamo

12:27nella prefazione in cui dice che

12:29dobbiamo comprendere il vero non come

12:33sostanza ma altrettanto come soggetto

12:38Mh soggetto qui Attenzione Non è la

12:40coscienza singola he spiega proprio

12:43nelle righe immediatamente soggettive

12:44soggetto qui va inteso come spirito cioè

12:48la verità non è una sostanza un ente non

12:52è una cosa non è neanche la coscienza

12:54singola la realtà

12:57è l'insieme delle azioni intersoggettive

13:00Mh cioè la parola spirito che Hegel

13:04prende dalla religione Anzi lui è

13:05consapevole di questa origine religiosa

13:07e la parola spirito la troviamo dice

13:10depositata nella religione e in quella

13:12che lui ritiene la religione moderna

13:14cioè la religione Cristiano la prendiamo

13:16da lì ma a questa parola che pure ha

13:19un'origine religiosa Hegel dà un

13:20significato direi sociale cioè lo

13:24spirito è esattamente la socialità delle

13:26relazioni è quello spazio sociale

13:29in cui noi facciamo esperienza di noi

13:32stessi e del mondo il mondo è

13:34esattamente il risultato di questa serie

13:35di relazioni in questo senso il mondo è

13:38Spirito perché il mondo non è né cosa né

13:42soggettività isolata ma è questo insieme

13:44di relazioni in cui si forma il nostro

13:47concetto di realtà alla fine la

13:50coscienza ha concluso la sua esperienza

13:53Cioè alla fine ha concluso questo

13:55processo di formazione che è stato

13:56negativo No ma anche positivo Perché sa

14:00Alla fine cosa sa essa sa di essere

14:02soggetto e oggetto insieme l'oggetto è

14:05sempre legato al soggetto il soggetto è

14:07sempre legato all'oggetto essa sa di

14:09essere singolare e universale Cioè è se

14:13stessa Ed è universale Cioè è l'insieme

14:17degli altri ogg degli altri soggetti

14:19Cioè è intersoggettiva universale questo

14:21significa ingel No Cioè significa

14:23sociale prodotto di rapporti

14:27intersoggettivi Allora qu la coscienza

14:30raggiunge Questa consapevolezza cioè di

14:31essere soggetto e oggetto singolare

14:35universale cioè di essere spirito In

14:37altre parole quando sa quindi che essa è

14:40fondamentalmente relazione ha raggiunto

14:43quello che Hegel chiama il sapere

14:46assoluto Ecco la chiave dell'Opera No

14:48questa parola

14:50misteriosa su cui molti Si affannano in

14:53realtà è la conclusione di questa

14:54esperienza l'esperienza negativa la via

14:58della disperazione perché in

14:59continuazione pensiamo di arrivare a una

15:01verità e questa è continuamente smentita

15:03No questa esperienza negativa alla fine

15:05ha ottenuto un risultato positivo la

15:09coscienza non è vera finché pensa a se

15:12stessa come

15:14isolata finché pensa a se stessa come

15:17opposta all'oggetto separata da lui ma è

15:20vera quando pensa a se stessa come

15:23spirito cioè come relazione questa

15:26totalità di relazioni in cui sta la sua

15:29verità

15:31all'assoluto quindi è arrivata

15:33attraverso un cammino negativo Cioè

15:36attraverso la negazione di tutte le

15:39forme

15:40inadeguate insufficienti di pensare la

15:44verità È interessante questa tesi

15:46hegeliana Cioè secondo Hegel non c'è una

15:49dimostrazione positiva dell'assoluto non

15:52si può dimostrare l'assoluto e per una

15:54ragione semplice perché la dimostrazione

15:56è sempre partire da una premessa e

15:58arrivare una conclusione quindi se la

16:00conclusione deve essere assoluto vuol

16:02dire che la premessa da cui siamo

16:03partiti è più assoluto della conclusione

16:05quindi questa impossibilità di partire

16:09di qualcosa che sia più assoluto

16:11dell'assoluto rende impossibile

16:13qualunque dimostrazione positiva

16:15dell'assoluto dell'assoluto non c'è

16:17dimostrazione possibile l'unica

16:20dimostrazione è quella negativa

16:22attraverso cioè la confutazione la

16:25negazione la messa in discussione di

16:27tutte le varie forme inadeguate e

16:31insufficienti di esso c'è solo la

16:34confutazione di tutti i saperi che

16:37negano la vera forma dell'assoluto

16:38l'esperienza della fenomenologia dello

16:40spirito è questa cioè che tutti I saperi

16:43in cui noi pensavamo di raggiungere

16:45l'assoluto erano inconsistenti

16:47contraddittori bisognosi di altro

16:50dovevamo uscire da noi stessi No per per

16:53per capire qual era il vero sapere Ecco

16:56l'unica dimostrazione possibile

16:58dell'assoluto è la confutazione di ciò

17:00che lo

17:01nega certo dice Hegel l'assoluto era

17:04presente fin

17:05dall'inizio non ce n eravamo accorti

17:08Questo è il senso per cui ogni sapere

17:10tende ad assolutizzare è l'assoluto che

17:12sta dentro fin dall'inizio no anche la

17:15certezza sensibile anche la prima

17:19aurorale inadeguata forma di coscienza

17:22era in sé già spirito ma non sapeva di

17:25esserlo No non sapeva di Ess essere

17:29quello che essa già era Hegel dice che

17:31in sé era spirito ma non lo era ancora

17:35per sé Cioè non lo era ancora

17:37consapevolmente che cosa fa La

17:40fenomenologia dello spirito conduce

17:42quell' in sé a diventare per sé alla

17:44fine in sé e per sé coincidono

17:47all'inizio son sono divaricati perché

17:49ciò che è in sé in sé spirito non è per

17:52sé Perché per sé è certezza sensibile

17:55alla fine il sapere assoluto è in sé e

17:59per sé la stessa cosa Cioè è diventato

18:01consapevole di ciò che esso è realmente

18:04alla fine la coscienza ha guadagnato

18:07l'assoluto il suo cammino è stato quasi

18:10una sorta di elevazione Hegel parla un

18:12po' anche in questi termini no

18:14elevazione dal finito

18:17all'assoluto ma è interessante notare

18:20che ci si eleva a ciò che già si era

18:23perché fin dall'inizio la coscienza era

18:25questa cosa fin dall'inizio Noi siamo

18:27spirito solo che non abbiamo di esserlo

18:30abbiamo bisogno di questo cammino Ecco

18:32l'introduzione all'assoluta abbiamo

18:33bisogno cioè di fare tutta questa lunga

18:36esperienza negativa per capire che cosa

18:39siamo m per capire che cosa siamo e alla

18:42fine che cosa siamo noi siamo un sapere

18:45perché questo è l'assoluto ha la forma

18:48di un sapere Hegel dice che l'assoluto è

18:50un sapere assoluto eh potremmo quasi

18:54dire che l'assoluto è l'esperienza che

18:56la coscienza ha fatto e la conclusione

18:58di questa esperienza cioè il risultato a

19:00cui essa è arrivata No l'assoluto non è

19:04una sostanza si tratta di comprendere il

19:06vero non come sostanza Qui l'assoluto

19:09non è una cosa non è un ente neanche

19:11l'ente supremo neanche l'ente sommo no

19:14anche se Lu ha spesso come dire

19:17caratterizzazioni teologiche per

19:18l'assoluto ma ha negato fin dall'inizio

19:20che l'assoluto sia una cosa un ente

19:23supremo e meno che meno un'essenza

19:25trascendente l'assoluto è solo la

19:28consapevolezza della coscienza cioè è

19:31una consapevolezza che racchiude al suo

19:35interno tutte le forme di sapere che

19:38essa ha attraversato e di cui ha visto

19:40in continuazione l'inadeguatezza e il

19:43bisogno di passare ad altro

19:46Mh tutte forme di sapere che essa ha

19:49negato Alla fine abbiamo un sapere che

19:53non ha più bisogno di uscire da sé cioè

19:56tutte le forme di sapere che lo hanno

19:57preceduto erano sempre presso altro

20:00abbiano bisogno di uscire da altro Alla

20:03fine questo sapere

20:06è autosufficiente Nel senso che

20:10ha dentro di sé tutte le mediazioni che

20:13prima erano fuori cioè tutte le figure

20:17precedenti richiedevano mediazioni

20:19esterne all'oggetto agli altri soggetti

20:22all'universale Ali concetti eccetera ora

20:25alla fine tutte queste mediazioni stanno

20:27dentro m qui quindi il sapere assoluto

20:29per Hegel è alla fine immediatezza e

20:33mediazione è immediatezza

20:36perché non ha più bisogno di uscire da

20:38sé quindi è totalmente dentro di sé ed è

20:41mediazione perché ha tutte le mediazioni

20:44dentro la sua consapevolezza le ha

20:46dentro se stesso un sapere che è anche

20:49un sapersi questo dice Hegel cioè dice

20:52che ha la forma del sé Cioè è la

20:56consapevolezza di sé stesso cioè Esso sa

21:00che esso è spirito quindi un sapere

21:04fondamentalmente

21:05riflessivo sa la verità della storia

21:08della coscienza e sa che questa verità è

21:12relazione cioè che noi la la quello che

21:16noi chiamiamo la realtà delle cose è il

21:18risultato di molteplici relazioni con i

21:21soggetti e con gli oggetti Cioè è

21:24rapporto logico Ecco qui abbiamo la

21:27conclusione della fenomenologia dello

21:28spirito cioè tutte queste relazioni sono

21:31relazioni logiche le Possiamo tutte

21:33esprimere attraverso concetti attraverso

21:35mediazioni dire che la verità è

21:38relazione e dire che la verità è

21:40mediazione e dire che è mediazione dire

21:43che è logica perché ogni realtà contiene

21:45se stessa e l'altro mediazione tra il

21:48soggetto e l'oggetto tra l'universale e

21:50l'individuale e alla fine Infatti Hegel

21:53questo dice nel capitolo conclusivo

21:55della fenomenologia quello dedicato al

21:57sapere assoluto e cioè che questo sapere

21:59è un sapere puro perché è puro perché

22:03non ha più oggetto è la sua purezza è il

22:05fatto che tutta l'oggettività è risolta

22:08in questo sapere ma questo sapere Non è

22:10però ripeto il sapere della coscienza

22:13singola Questa è stata superata una

22:15volta per tutte è il puro sapere è pura

22:18relazione concettuale è il pensiero

22:21nella sua purezza cioè il pensiero non

22:24più soggettivo perché soggettivo

22:26significa che c'è un oggetto di contro

22:28Ma qui l'oggetto è sparito Cioè si è

22:30risolto nella relazione non è più questo

22:33soggetto opposto

22:35all'oggetto La fenomenologia dello

22:37spirito dunque alla fine del suo

22:39percorso annuncia questo sapere Puro che

22:43è la verità ultima Mh la scienza della

22:46logica lo esporrà cioè la inevitabile

22:50conclusione della fenomenologia dello

22:51spirito è l'esposizione di questo

22:54risultato a cui La fenomenologia è

22:56arrivata la fenomenologia ha detto che

22:58la verità è questo sapere puro questo

23:01sapere puro è spirito questo sapere puro

23:03è relazione logica a questo punto avremo

23:05bisogno di un'opera che dica in maniera

23:07articolata

23:09Come si espone

23:12articolatore Questo sarà il compito a

23:14cui lavorerà negli anni immediatamente

23:16successivi ci metterà quasi una decina

23:19d'anni per per completare quest'opera

23:21per arrivare alla pubblicazione della

23:23Scienza della logica la quale dirà

23:24esattamente come è fatto questo sapere

23:27logico a cui ha condotto il cammino

23:30fenomenologico

Recently added transcripts

Browse the whole transcript library

This transcript was generated from the captions YouTube publishes for this video. Get the transcript of any YouTube video atfreeyoutubetranscribe.com, free, unlimited, no sign-up.